Jenny Saville a Ca’ Pesaro

Materialità in astrazione

Aperta da qualche settimana la mostra di Jenny Saville alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia. Una delle esposizioni più interessanti del momento, che avvicina il pubblico alla pittrice britannica, nata a Cambridge nel 1970.

Arrivati al secondo piano del palazzo veneziano, la vista si apre su un’ampia sala che accoglie le tele di Saville, tutte in gran formato. Opere che non lasciano scampo, catturano l’attenzione del visitatore con la maestria della rappresentazione dei corpi.

JENNY SAVILLE, Propped, 1992

Propped, la prima opera che incontriamo, è la tela con cui l’artista si è diplomata alla Glasgow School of Art nel 1992 e, non a caso, fu subito acquistata da Charles Saatchi, uno dei più importanti galleristi londinesi. Osserviamo, in una curiosa prospettiva dal basso verso l’alto, una donna nuda che ci osserva seduta in equilibrio su un microscopico sgabellino. Il corpo possente ricopre la tela in un’abbondanza di pittura da cui emerge la tridimensionalità del soggetto, accompagnato da tenui frammenti di testo.

JENNY SAVILLE, Ruben’s Flap, 1998-99

A pochi passi ecco Hybrid, composizione di nudo che presenta un busto femminile sezionato, moltiplicato e riassemblato sulla tela. Il dipinto diventa un collage pittorico dal taglio chirurgico, creato con sovrapposizioni di rosa, bianchi, azzurri… pennellate continue che avvolgono e catturano lo sguardo dello spettatore.

Con Fulcrum e Ruben’s Flap (sempre tele degli anni Novanta) si raggiunge l’apice di questo insieme di corpi, un ragionamento sulla molteplicità di punti di vista picassiani che riprende la tecnica pittorica del grande Cézanne, ma si avvale soprattutto dell’influenza dell’astrazione americana, in particolare De Kooning, per produrre un’opera fresca e contemporanea.

JENNY SAVILLE, Reverse, 2002-03

Nella luminosa sala che affaccia sul Canal Grande, Saville presenta una serie di opere dei primi anni Duemila, ritratti di conoscenti o autoritratti che trasudano vitalità: i due gemelli Stare e Red Stare Head IV con gli umori colti in tonalità distinte, la forza mistica di una donna cieca in Rosetta II accanto agli sguardi di giovani donne nei recenti lavori Focus, Twilight, Gaze
È incredibile come l’incontro tra figurazione e astrazione riesca a far emergere in modo dirompente l’umanità del soggetto, nella quale noi spettatori riusciamo facilmente a riconoscerci.

Panoramica mostra a Ca’Pesaro

Questo turbinio di vita prosegue nelle sale successive con ritratti singoli o collettivi a olio, tempera, carboncino… Saville conosce la storia dell’arte e la utilizza per proseguire la sua ricerca, per cui se facciamo un passo indietro mentre proviamo ad individuare gambe, braccia e teste nel groviglio dei corpi, sembrerà di scorgere sulla tela antiche scene di battaglie rinascimentali.

Questa narrazione di vita vissuta non può tralasciare l’attualità, nelle opere prorompono scene di guerra attraverso una delle figure più utilizzate nella storia dell’arte: la Pietà. Un papà con in braccio una bambina si fa largo tra le macerie, una mamma solleva i figli in un abbraccio che conglomera spazio, tempo e disperazione, sono tutte immagini di cronaca che ben conosciamo. Su questa profusione di immagini scoinvolgenti, inquieta l’opera Byzantium, dove una divinità scruta con sguardo statuario l’umanità mentre tra le sue braccia regge un corpo umano. L’oro di Bisanzio diventa un sottofondo silenzioso ma rivelatore del mondo in tumulto.

JENNY SAVILLE, Voice of the Shuttle (Philomela), 2014-15

Nell’ultima sala del percorso espositivo si possono osservare le opere più recenti, omaggio dell’artista a Venezia e ai suoi celebri pittori, Saville prosegue la ricerca su temi mitologici coniugati sempre nella contemporaneità. Del resto, proprio a questo servivano i miti, a raccontare il mondo, ma mentre Danae ci attrae con la sua bellezza ambigua, in The Voice of the Shuttle (Philomela) avvertiamo tutto il peso degli atti umani, che ci fanno sprofondare insieme al mito di Procne e Filomela.

L’indiscussa capacità artistica di Jenny Saville è esposta davanti ai nostri occhi: la complessità della trama pittorica, la stratificazione di segni e immagini, l’accostamento delle tonalità contribuiscono a creare opere da cui difficilmente si distoglie lo sguardo.

Jenny Saville a Ca’ Pesaro

28 marzo–22 novembre 2026
A cura di Elisabetta Barisoni
Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia
Orario: 10.00 – 18.00. Ultimo ingresso ore 17.00
Chiuso il lunedi
Biglietti: €15,00 / €7,50
Info: https://capesaro.visitmuve.it/