Da mezzo primigenio di espressione artistica a regina delle arti visive fino alla deriva anacronistica, la pittura sembra ciclicamente sull’orlo di scomparire. Ma è veramente così? Ad analizzare il percorso storico e pragmatico della pittura, delle sue crisi e delle sue elaborazioni ci pensa Stop Painting, la mostra curata da Peter Fischli per Fondazione Prada allestita a Ca’ Corner della Regina, lo storico palazzo affacciato sul Canal Grande.

Il progetto quasi psicoanalitico esplora una serie di momenti di rottura nella storia della pittura degli ultimi 150 anni, in relazione alla comparsa di nuovi fattori sociali e valori culturali. Cinque gli snodi che hanno contribuito a cambiare la rotta della pittura, secondo Peter Fischli: la diffusione della fotografia; l’invenzione del readymade e del collage; la messa in discussione dell’idea di autorialità; la critica della pittura come bene di consumo; la crisi della critica nella cosiddetta società tardocapitalista.

A dimostrare la ciclicità di questa crisi troviamo una pluralità di narrazioni raccontate dal curatore in tono soggettivo, con il rischio di risultare, a volte, un racconto cacofonico e, vista la natura dell’esposizione, persino didascalico. Il percorso della mostra inizia al piano terra di Ca’ Corner della Regina con una nuova opera site-specific di Fischli, un modello in scala ridotta dell’intero progetto, definito dall’artista come “una scultura di una mostra di pittura”.

Ma Stop Painting è una ricca antologia di opere eclettiche e celebri artisti, da Emilio Vedova a Piero Manzoni, da Pino Pascali a John Baldessari a Roy Lichtenstein, solo per citarne alcuni. Le 10 sezioni del progetto ospitano ben 110 opere realizzate da più di 80 artisti. A dominare l’intera esposizione è Hudel, il lunghissimo “tappeto” di stoffe cucite a mano di Jean-Frédéric Schnyder in prestito dal Kunstmuseum Basel, che percorre longitudinalmente quasi tutto il piano nobile del palazzo.

L’intero allestimento è studiato per far risaltare le contraddizioni. Le pareti temporanee che sezionano gli spazi espositivi sono in netto contrasto con le pareti affrescate e decorate della sala centrale del primo piano nobile, facendo eco così alle diverse posizioni artistiche espresse contro il linguaggio pittorico.

Ma la diagnosi sullo stato di salute della pittura non si limita ad analizzare il passato, bensì cerca fattori di rischio anche nel presente e nel futuro, nel tempo dominato dalla rivoluzione digitale. Sarà nuova crisi o inevitabile rinnovamento?

STOP PAINTING
AN EXHIBITION BY PETER FISCHLI

Fondazione Prada – Venezia Ca’ Corner della Regina Santa Croce 2215, Venezia fondazioneprada.org

Apertura al pubblico: 22 maggio – 21 novembre