Kubasti? “come stai?” chiedo a Salim seduto sul letto nella corsia C. Avrà una decina di anni, capelli neri a spazzola, aria curiosa. Non dovrebbe essere qui. Khub “bene”, mi risponde mostrandomi il braccio fasciato. Aveva raccolto da terra un proiettile inesploso, oggi torna a casa. “ciao doctor” Salam Aleikum. 
Maledetta sia la guerra. – Gino Strada

Nella nuova sede di Emergency a Milano (via Santa Croce, 19), Nico Colonna, Gino e Michele e Gino Strada hanno presentato la nuova edizione di Smemoranda. Un diario di viaggio scolastico “per restare umani” sempre.
Il tema è il saluto italiano più conosciuto al mondo “CIAO” che compie 200 anni.

Provai ad alzare la posta. Gasatissimo mi informo per l’Erasmus, c’è possibilità di andare a Düsseldorf: grande! Mia madre e mia zia mostrarono di appoggiarmi, apparivano felici ma leggevo nei loro occhi nostalgia. Mio padre mi regalò un cappotto di montone pesantissimo: “Farà freddo in Germania”. Non avevo nemmeno formalizzato la domanda che a loro già mancavo. – Roberto Saviano

La Smemo, diretta da Nico Colonna e Gino e Michele, nasce alla fine degli anni Settanta grazie al progetto di un gruppo di giovani milanesi legati al movimento studentesco. Il loro intento: creare una nuova proposta editoriale ai tempi rivoluzionaria senza l’ausilio di uffici marketing e capitali. È così che vede la luce la Smemo, l’agenda un po’ libro un po’ diario, lunga 16 mesi, che dal 1979 ha alternato tra le sue pagine – sempre rigorosamente a quadretti! – articoli, opinioni, saggi, notizie, poesie, canzoni, quiz, disegni e vignette. Sono oltre 20 milioni gli studenti che dalla prima edizione a oggi l’hanno “consumata” ogni giorno.

E allora… Ciao! 

Quattro lettere che compongono un saluto universale, semplice, inequivocabile. L’esordio tra due persone, timido o spavaldo, che forse si trasformerà in qualcosa di più. Ciao! è un marchio tutto italiano, come la pizza, scrive Luciano Ligabue; è il saluto più imitato e ripreso all’estero, il più simpatico, il più cool. Quello che fa sentire noi italiani sempre un po’ a casa anche quando siamo in giro per il mondo. La formula per rompere il ghiaccio davanti al pubblico, magari abbinato al nome di una città, per salutare proprio tutti dal palco. “Ciao” è in mezzo a noi ogni giorno, più volte al giorno, soprattutto a scuola, dove si aggira anche la Smemo. È la parola minima scambiata tra i ragazzi nelle aule e nei corridoi, e proprio in queste due sillabe spesso si nascondono chilometri e chilometri di pensieri, attese, sogni, storie.

Così i direttori del diario Nico Colonna e Gino&Michele, hanno chiesto ai collaboratori, quelli nuovi e quelli di sempre, di raccontarcele, queste storie. I 2.227.600 Ciao! che Antonio Albanese ha pronunciato nella vita (li ha contati tutti!) o la prima parola che Roberto Saviano ha sentito quando è arrivato in Germania per l’Erasmus. Per Charlie Charles Ciao è quella parolina magica che ci avvicina agli altri nella maniera più spontanea possibile; è la prima parola che Bebe Vio insegna ai suoi amici stranieri. Ciao era la mascotte di Italia Novanta (ce lo ricordano Nicola Savino e i Finley), e il motorino con cui Teresa Mannino ha sfrecciato per i vicoli di Palermo a 14 anni, coi riccioli svolazzanti sotto al casco. Ciao è l’affetto che ci lega tutti e che ci fa restare umani, secondo Don Ciotti.

È una parola insostituibile, secondo Emis Killa, che cambia significato a seconda dell’intonazione, per Federico Russo, che di certo rompe le barriere, come dice Andrea Dovizioso. È semplice e ospitale, un saluto “freestyle” come lo definisce Alessandro Barbero. E poi c’è il Ciao di Francesca Michielin: Coraggio Infinito (di) Abbracciarsi Oltremodo, o Oltremare; il Ciao pronunciato come una meravigliosa parola esotica dalla zia libanese di Mika…  A salutarci in cento modi diversi sulla Smemo 2019 sono proprio in tantissimi: Sfera Ebbasta, iPantellas, Marco Locatelli, Mika e Checco Zalone, perfino le due fuoriclasse della nazionale italiana di calcio Cristina Girelli e Martina Rosucci.

La Smemo è anche su Zelig TV (canale 243 del DTT), il canale nato a febbraio dalle storie decennali di due imprese culturali 100% made in Italy: Bananas Media Company e Smemoranda, che da oltre 40 anni contribuiscono ad arricchire, innovare, spesso rivoluzionare il modo di fare spettacolo e intrattenimento televisivo. Su Zelig Tv Smemoranda si occupa di informazione, intesa come racconto originale e spesso in controtendenza di cosa accade intorno a noi, passando direttamente la parola alle ONG e alle realtà cooperative che operano nel sociale. Saranno loro a offrire reportage e approfondimenti per un racconto diretto degli avvenimenti. I primi ad aderire al progetto sono Emergency e Radioimmaginaria. Per saperne di più www.zelig243.tv.