Alla VI edizione del “Rota in festival” trionfa l’originalità

Grande qualità per il festival campano della nuova drammaturgia e dei gruppi teatrali emergenti

Un’antica leggenda racconta che le perle più preziose si trovano sui fondali dei mari più profondi e scuri. Ci vogliono dei cercatori muniti di tanto coraggio, determinazione e anche di un pizzico di follia, per riportarle a galla, a vederle brillare sotto la luce del sole.

Ai membri della Compagnia Stabile della città di Mercato San Severino (SA), queste prerogative non mancano. Ogni anno, da ormai sei edizioni, organizzano con passione, dedizione e non poche difficoltà, il Rota in Festival: festival della nuova drammaturgia e dei gruppi teatrali emergenti. E come ogni anno, riescono a portare sul palco del Centro Sociale “M.Biagi” spettacoli di qualità sempre più elevata, e ad ingresso completamente gratuito.
Anche questa volta, come dei bravi cercatori di perle, i componenti del gruppo organizzativo hanno selezionato, con molta fatica per loro stessa ammissione, tre lavori pregevolissimi (tra gli oltre cento pervenuti in fase di selezione). Tre pièce che non sarebbe stato facile vedere e reperire con facilità, e che invece meritano tutta l’attenzione degli addetti ai lavori e degli spettatori del buon teatro.

Le opere selezionate per il festival, vincono una borsa di studio, e si esibiscono a Mercato San Severino davanti a due giurie, per provare a portare a casa i riconoscimenti in palio.
La prima, composta da esperti del settore ed esponenti della cultura, è definita “senior” e vota per attribuire i premi al Miglior Spettacolo,alla Miglior Regia, al Miglior Attore e alla Migliore Attrice.
La giuria, invece, composta da studenti del corso di laurea in Discipline delle Arti Visive, Musica e Spettacolo dell’Università degli Studi di Salerno, vota un proprio miglior spettacolo, e attribuisce il premio “D.A.Vi.Mu.S.”

I premi sono stati consegnati nella serata conclusiva del festival, sabato 29 ottobre. La Compagnia Stabile si è esibita con una “produzione propria” (ovviamente fuori concorso): “ Sfogliatella Marsigliese ”, di Luigina Risi per la regia di Alfonso Capuano, e prima di rimandare l’appuntamento al prossimo anno sono stati resi noti i voti delle due giurie.

Ad accaparrarsi il premio di Miglior Attrice, è stata Alessandra Mirra, della compagnia Ars Musae di Portici (NA). Si tratta di una delle tre talentuose protagoniste di “ Mamma, piccole tragedie minimali ”, spettacolo premiato anche per la Miglior Regia, vista l’originalità del lavoro svolto da Giusy Crescenzo, la quale ha creato una pièce a tre voci di quello che, per Annibale Ruccello, era un testo composto da quattro monologhi.

Il riconoscimento come Miglior Attore è stato consegnato, invece, a Michele Beltrami, della compagnia Belcan di Brescia, autore, regista e unico interprete de “ Il disumano e disperato caso di Michele Beltrami ”. Un lavoro originalissimo, il cui testo si sviluppa interamente attraverso l’acrostico della parola “BUONASERA”: divertente, ma con spunti di riflessione, che coinvolge il pubblico (che addirittura è invitato a salire sul palco) ma che non manca di mostrare la bravura del protagonista. Insomma, un vero gioiellino, per restare in tema, che si è potuto ammirare a sud di Roma solo grazie al “Rota in festival”. Non risulta difficile, quindi, comprendere perché proprio a quest’opera siano stati attribuiti il premio di Miglior Spettacolo (risultando quindi vincitrice assoluta della VI edizione del festival) nonché il Premio D.A.Vi.Mu.S.

Resta senza premi, ma non è assolutamente da meno, “ Aspettando Godo ”, della compagnia Accademia San Paolo di Roma, scritto e diretto da Andrea Monti: un’opera divertente, che affronta i temi della sessualità (e soprattutto dell’omosessualità) senza scadere mai nel volgare o nel banale. Rientrare tra i finalisti è già sinonimo di aver messo in piedi uno spettacolo di grande qualità, e non mancheranno in futuro fortuna e riconoscimenti per questo lavoro ispirato alle atmosfere beckettiane.

Aspettando dunque, l’edizione numero sette, crediamo sia giunto il momento da parte della cittadinanza, delle istituzioni e dei promotori della cultura sanseverinese prima e campana poi, di impegnarsi in prima persona per un evento che è già riuscito nell’impresa più difficile: diffondersi come manifestazione di riconosciuto merito e valore tra le compagnie di tutta Italia. Adesso tocca, come al solito, provare a diventare profeti in patria…

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-photo credits: Antonello “Hank” Trezza