Tre appuntamenti per la breve rassegna dell’Associazione Culturale COMETA OFF di Roma dedicata a temi sociali
dal 19 al 24 febbraio ore 20.45
Dionisi Compagnia Teatrale
PATATE – una parola senza denti sulla guerra
di Renata Ciaravino con Matilde Facheris, Silvia Gallerano, Carmen Pellegrinelli
all’armonica cromatica Alberto Varaldo; musiche Donato Piscione; trucco Cristine Du-Puys; regia Valeria Talenti
Sul palco tre donne anziane, molto anziane, raccontano la guerra vista dagli occhi di chi allora era bambino, o ragazzo, trasformando quelle piccole storie in storie universali. Forse significa non la guerra raccontata dall’informazione e nemmeno quella rielaborata dagli storici attraverso i documenti. Forse vuol dire la guerra vista dalla soggettiva del vissuto, la storia degli uomini e delle donne che nessuno si ricorderà più: non comandanti, non soldati, solo persone. Può ridare un’emozione reale a una parola che si è trasformata a volte in un’etichetta per chi è contro o per chi è a favore. Per ritornare a capire contro o a favore di cosa, veramente. Le storie raccontate nella guerra, significheranno alleati e nemici che moltiplicano i loro gesti e forse sorprendono per la crudezza o la pietà, per la malinconia o per la gioia che magari nonostante tutto si è¨ provata negli anni della Guerre Mondiali. Perché quegli anni per alcuni anziani sono stati comunque gli anni della loro vita, e gli anni addirittura della loro infanzia. Ci sarà stata una quotidianità quindi, a volte violentata a volte resa estremamente intensa, anni di attesa o magari anni in cui comunque c’era il sapore della noia. Vita vera. A contatto a volte con la morte vera. Di questo con leggerezza e insieme con forza possiamo provare a parlare. (Valeria Talenti)
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20 e 21 febbraio ore 22.30
THE ZOO STORY
di Edwar Albee con Matteo Cotugno Raffaele Rinaldi; regia Marcello Cotugno
The Zoo Story parla principalmente di solitudine, di emarginazione e di come alle volte per raggiungere un punto a noi vicino dobbiamo fare un lungo giro per arrivarci dal lato giusto. Jerry, un borderline molto lucido e acuto, va al parco dove incontra Peter, un tranquillo padre di famiglia benestante, e cerca di comunicare con lui, di fargli arrivare qualcosa della sua difficile esistenza nell’inferno di un affittacamere nei sobborghi di New York. Peter per carità cristiana lo sta ad ascoltare o almeno così sembra. Albee riesce a mescolare realismo e assurdo, Williams a Ionesco, a Beckett. Tutto sembra rivelarsi una specie di piano escogitato da Jerry, un novello Jesus che consegna le chiavi (un libro) a Pietro per divulgare il verbo della comunicazione mancata. Una redenzione laica, un sacrificio metropolitano, anche ironico, che rimanda a certi episodi biblici e che lascia ancora oggi colpiti e impotenti davanti al mal de vivre e alla tematica esistenzialista che Camus seppe esprimere così bene in quegli anni. Un risvolto fortemente sociale, di due classi estreme che si incontrano, e in cui il tentativo di Jerry è di azzerare i livelli, di riportare Peter al round zero, che ci ricorda le scimmie e il bastone di Kubrick (“Prendi il bastone prendi il bastone prendi il bastone!”). Un livello animale che esploderà improvviso. (Marcello Cotugno)
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dal 22 al 24 febbraio ore 22.30
Fox & Gould
LA BAMBINA CON LA PELLICCIA – di anoressia si può guarire
liberamente tratto da “Tutto il pane del mondo” di Fabiola De Clercq, con il patrocino dell’ABA – Associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e l’obesità
drammaturgia Eleonora D’Urso, Federica Bagnetti, con Federica Bagnetti, regia Eleonora D’Urso
“Curarsi non significa cancellare rapidamente il dolore, ma al contrario, trovare un luogo dove poterne parlare per riconoscerlo come nostro, per capirne il valore e la funzione protettiva che ha avuto e che ha nella vita, e solo così, ognuno a suo tempo, permettersi di farne a meno, di trasformarlo in altro, per poter fare e avere altro dall’esistenza……Ho chiamato a collaborare con me uomini e donne che sapevano utilizzare lo strumento più prezioso di una cura: l’ascolto”. Ho scelto di iniziare la presentazione del lavoro con un brano tratto dalla prefazione a “Tutto il pane del mondo”, poichè credo che soffermarsi sul valore dell’ascolto sia il modo più corretto per introdurre le motivazioni che mi hanno spinto alla messa in scena de “”La bambina con la pelliccia”. Lo spettacolo affronta la problematica del sintomo anoressico-bulimico con la chiara volontà di mettere il pubblico in una posizione di ascolto e attenzione costante. La protagonista della nostra storia è incinta di tre mesi, e lo dichiara fin dall’inizio intessendo un fitto e realistico dialogo con la sua pancia-bimbo. Attraverso un susseguirsi di immagini, ricordi e memorie rivive la sua adolescenza, il trauma dell’inaspettato cambiamento del proprio corpo, la relazione con una madre assente, l’abuso subito a nove anni, la perdita del padre, il calvario del sintomo, il tutto narrato e rivissuto dalla sua condizione presente di mamma, di donna che ha scelto la vita, rinascendo in se stessa. Un monologo a più voci, poichè spesso il ricordo diventa realtà, e sarà lo stesso personaggio-mamma a interpretare i protagonisti della sua storia: Jennifer, la ragazzina “perfetta” conosciuta durante l’adolescenza; la Madre-Assoluta, i cui occhi non si vedranno mai; e, in abiti maschili, il suo stesso abusante. (Eleonora D’Urso)
Gli spettacoli avranno luogo alla COMETA OFF Associazione Culturale – Via Luca della Robbia 47 Roma – Tel 06 57284637
INGRESSO: INTERO 7.50 euro, RIDOTTO 5.00 euro, TESSERA 2.50 euro
Nella foto: un momento di BAMBINA CON LA PELLICCIA






