“LASCIAMI ENTRARE” di Tomas Alfredson

Il cinema horror secondo Alfredson

Presentato fuori concorso al 26° Torino Film Festival , il film di Alfredson propone un’accattivante atmosfera creata attraverso tematiche e ritmo propri del cinema horror. Tuttavia l’opera rivela spunti ed accorgimenti registici difficilmente riconducibili soltanto ad un determinato genere cinematografico: l’etichetta di film horror è decisamente riduttiva per il lavoro del regista svedese.

Oskar è un ragazzino di 12 anni tormentato da tre compagni di classe che lo infastidiscono e lo maltrattano. Sconfortato dai continui e violenti attacchi dei bulli, Oskar trova nella coetanea Eli una nuova e strana amica. La bambina nasconde un lato inquietante che la costringe ad uscire soltanto di notte e a cibarsi di sangue; il ritratto diabolico del personaggio, perno della trama dei terribili omicidi che si verificano, viene crudelmente delineato attraverso la spasmodica ricerca di sangue umano perseguita dal misterioso uomo che vive con lei.

Lasciami Entrare, titolo con il quale il film esordirà il 2 gennaio nelle sale italiane, presenta sicuramente degli ammiccamenti al genere horror ma l’utilizzo di tematiche affini a questa categoria cinematografica si esaurisce nella definizione dell’angosciante atmosfera, imprescindibile e spaventoso sfondo delle vicende. L’identità sovrannaturale della bambina e il ritmo frenetico alimentato da suoni morbosi e martellanti danno vita ad una cornice agghiacciante e capace di colpire con intelligenza la sensibilità dello spettatore.

Sebbene inizialmente eclissato dalla ferocia e brutalità degli episodi, il singolare rapporto tra Oskar ed Eli emerge con irruenza: l’intenso sentimento nato dai ripetuti incontri tra i due personaggi cresce con il passare dei minuti, superando ostacoli razionalmente insormontabili. L’oscura straordinarietà di Eli non spaventa il suo nuovo amico, teneramente affezionato e consapevole che non subirà alcun male standole vicino; a sua volta la bambina non teme una reazione sconsiderata di Oskar e si confida con sincerità. L’involucro formale del genere horror non sminuisce ma esalta la toccante storia dei due giovani protagonisti.

In una delle ultima scene il regista svedese gioca ulteriormente con espedienti crudi proponendone un’irresistibile interpretazione grottesca e confermando la maestria con la quale ha saputo coniugare la narrazione allo stile estetico proprio del cinema dell’orrore.
Anche l’ambientazione ha giocato un ruolo di rilevante importanza: la collocazione in un innevato quartiere di Stoccolma ha comportato l’uso di una luce fredda ma al contempo intensa, mentre un clima claustrofobico caratterizza l’interno dell’abitazione di Eli, inerme teatro di raccapriccianti episodi di violenza.

Il personaggio di Eli non è volutamente caratterizzato nei particolari: immagini e comportamenti inconsueti rivelano una congenita ambiguità, interpretabile in diversi modi e mai identificabile con assoluta certezza. La sua natura malefica, l’età e la famiglia appaiono sfocati e rendono ancor più suggestionante la spaventosa ragazzina.

Spesso è facile constatare come la maggior parte delle scene brutali di un film horror si rivelino fini soltanto a spaventare lo spettatore senza avere un ruolo importante all’interno della trama. In Lasciami entrare Alfredson ha invece usato intelligentemente i meccanismi essenziali del cinema di paura (soprannaturalità, suoni dilanianti, personaggi misteriosi) per impreziosire un rapporto sentimentale speciale, più forte di qualunque orribile creatura.

Titolo originale: Låt den rätte komma in
Lingua originale: svedese
Paese: Svezia
Anno: 2008
Durata: 114 min

Colore: colore
Regia: Tomas Alfredson

Soggetto: John Ajvide Lindqvist
Sceneggiatura: John Ajvide Lindqvist
Distribuzione (Italia): Bolero Film

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Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei Giornalisti del Veneto dal 2010. Vincitore del concorso di critica cinematografica "Premio Alberto Farassino" nel 2008 e selezionato fra gli autori pubblicati nel volume "53 esordi critici" (ed. Lampi di stampa, 2009), collabora con la rivista online NonSoloCinema dall'autunno del 2007. Appassionato di cinema classico, ha concentrato l'attività di collaborazione per la Sezione Cinema partecipando come inviato a numerosi festival cinematografici. Dal 2009 è Presidente dell'associazione culturale Cineforum Labirinto, aderente al CINIT - Cineforum Italiano, che organizza proiezioni, corsi e incontri cinematografici nella città di Treviso.