“Paranormal activity” di Oren Peli

Dietro la porta chiusa

Preceduto da una campagna di marketing intelligente e volta a suscitare forti aspettative, Paranormal activity è una pellicola a bassissimo costo che, grazie a tutta una serie di effetti sonori, per lo più fuori campo, e una ripetitività nelle scene che crea angoscia, è stata in grado di rapire letteralmente l’attenzione di Steven Spielberg, il quale ha deciso così di distribuirla, con enorme successo, sul mercato cinematografico internazionale. Il frenetico passaparola e le notizie di cronaca di spettatori che hanno accusato malori dopo la visione hanno fatto il resto.

La vicenda di per sé è piuttosto banale: una coppia di ragazzi americani, lei studentessa dal passato travagliato, lui meticoloso day trader, decidono di installare una telecamera nella propria stanza da letto, con la speranza di riuscire a riprendere durante la notte l’origine dei rumori che costantemente disturba i loro sonni. L’iniziale speranza che si tratti di vicini che si intrufolano nell’abitazione è fin da subito svanita quando dalle riprese si evince che la natura di certi accadimenti (la porta che si apre e si chiude da sola per esempio) non possano avere una spiegazione razionale. Decidono così di rivolgersi ad uno “specialista” di eventi paranormali, ma giorno dopo giorno le manifestazioni aumentano di intensità e la situazione sfugge di mano alla giovane coppia.

I motivi del successo di questo piccolo film horror crediamo vadano ascritti a tutta una serie elementi che sapientemente amalgamati sono stati in grado di generare una pellicola di indubbio valore, quantomeno commerciale.
Prima di tutto la location. Il film è ambientato interamente in una casa normalissima e priva di qualsiasi aria sinistra, come potrebbe essere tranquillamente una dimora qualunque, o anche la nostra. Dato che di solito si associa alla propria abitazione la tranquillità e la pace, vedere immagini dove il proprio spazio viene minacciato da un qualcosa che non si può razionalmente definire crea un senso di insicurezza.

I protagonisti non sono né invasati, né personaggi borderline. Potrebbero tranquillamente essere persone che conosciamo o perfino noi stessi. Quindi in questo caso cade il presupposto puritano del cinema horror americano classico, ovvero che il male colpisce chi se lo merita.
Infine la tecnica di ripresa. Qui il rimando a The Blair Witch Project è più che evidente. Il film vuole apparire come il semplice montaggio delle registrazioni effettuate dalla coppia con la propria telecamera. Quindi riprese mosse, fuori campo, scene banalissime di vita quotidiana, e via discorrendo.
Paranormal activity è in estrema sintesi una pellicola più furba che innovativa. Merito dei realizzatori è quello di essere riusciti a prendere elementi da vari lavori precedenti e di aver creato un mix riuscito e a tratti angosciante.

Titolo originale: Paranormal Activity
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Genere: Horror, Thriller
Durata: 86′
Regia: Oren Peli
Sito ufficiale: www.paranormalactivity-movie.com
Sito italiano: www.paranormalactivity.it
Cast: Katie Featherston, Micah Sloat, Mark Fredrichs, Amber Armstrong, Randy McDowell, Ashley Palmer, Tim Piper
Produzione: Blumhouse Productions
Distribuzione: Filmauro
Data di uscita: 05 Febbraio 2010 (cinema)