500 CHICCHE DI RISO

Marziale, il più importante epigrammista latino, diceva: «Ridi e saprai di più su te stesso». Credo che questo aforisma si sposi bene con la nuova fatica letteraria di Alessandro Pagani, 500 chicche di riso (96, Rue De-La-Fontaine Edizioni; Maggio 2019).

Già il titolo dell’opera, un geniale gioco di parole, è una dichiarazione d’intenti: le chicche di riso sono infatti cinquecento (e più) battute, freddure e giochi di parole che Pagani ha ideato e raccolto con placida pazienza per descrivere la società odierna. Dietro al lavoro dell’autore c’è un’attenta ricerca dei vizi individuali e sociali, un tentativo riuscito di esorcizzare le debolezze di una società in decadimento.

A Pagani piace certamente far ridere il lettore ma soprattutto piace ridere di se stesso. Prima di essere un libro ironico, 500 chicche di riso è un’opera squisitamente autoironica; infatti le frasi contenute nel testo sono nate, per ammissione dello stesso autore, attraverso attente considerazioni su tutto ciò che gli succedeva attorno.

Alessandro porta alla luce le debolezze e le contraddizioni dell’essere umano senza alcuna esclusione di colpi. Chiunque, di qualunque età e nazionalità, subisce l’ironia della lingua tagliente dello scrittore fiorentino.

UMORISMO E SURREALISMO

C’è una sottile ma evidente correlazione tra umorismo e surrealismo.  Per l’autore il primo «cattura gli aspetti comici della realtà attraverso le parole», il secondo invece «cerca di andare oltre, parlando anche coi silenzi». Nella sua opera vi è un continuo rimando tra queste due dimensioni, nel cui mezzo si colloca «quella sottile linea tra inconscio e realtà dove parodia, nonsense, antinomia e mondo assurdo riescono in ogni caso a liberare la creatività ed il sogno. E certamente la risata».

Un po’ Groucho Marx un po’ Woody Allen, finanche Leo Ortolani, Pagani gioca con la lingua italiana e ne mette in evidenza le ambiguità grammaticali e sintattiche. Il libro si compone di tre sezioni: La surrealtà, La realtà irreale, La cronaca sincronica, più un’appendice: Tg spaziale. In ognuno di questi capitoli le freddure sembrano non seguire un ordine preciso, ma lo scopo è lampante: sviscerare il reale da qualsiasi contraddizione fino a farlo diventare materia di riso.

Chi come me è amante del giornalismo, troverà molto interessante la sezione dedicata al Tg spaziale, nella quale viene raccontata un’edizione televisiva attraverso numerose notizie assurde e divertenti.

Nel 1908 Luigi Pirandello scrive il saggio L’umorismo, nel quale espone l’idea che il senso del comico, definito come “avvertimento del contrario”, nasce dal contrasto tra l’apparenza e la realtà, motivo per cui genera quasi immediatamente la risata poiché mostra subito la situazione evidentemente contraria a quella che dovrebbe normalmente essere. Sempre secondo il premio Nobel, l’umorismo, invece, nasce da una riflessione più ponderata che genera una sorta di compassione da cui si origina un sorriso di comprensione. Ecco, il libro di Pagani è un insieme tra “comico” e “umorismo”. Ciò che inizialmente può sembrare una banale raccolta di battute, si dimostra invece essere una ricercata riflessione sul senso del ridicolo e, appunto, sull’umorismo, arricchita dalla simpatica prefazione di Cristiano Militello e dalle bellissime illustrazioni di Massimiliano Zatini.

Credo che far ridere gli altri sia difficilissimo, per cui chi ci riesce può ben vantare una dote meravigliosa. Alessandro Pagani ce l’ha, indubbiamente. E, se ha fatto ridere me, sono sicura che farà ridere pure voi.

CHI È ALESSANDRO PAGANI

Alessandro Pagani nasce a Firenze nel 1964. Durante gli anni 80 fa parte del movimento artistico underground fiorentino Pat Pat Recorder, esperienza che lo porta sin dal 1988 ad iniziare un percorso come musicista con svariati gruppi tra i quali Stropharia Merdaria, Parce Qu’Il Est Triste, Hypersonics, (con cui ha partecipato ad Arezzo Wave nel 1990), Subterraneans, Malastrana e successivamente con i Valvola, assieme ai quali ha fondato nel 1997 l’etichetta discografica Shado Records, attiva fino al 2007. Attualmente è batterista del gruppo rock Stolen Apple, che ha fatto uscire l’album di debutto Trenches a Settembre 2016. Una sua frase appare sull’agenda Comix del 2019. 

Tra i progetti futuri annovera la scrittura di un romanzo a tinte ironiche e grottesche e la registrazione del secondo album degli Stolen Apple.

QUALCHE CHICCA DI RISO

256.
Inaugurato a Londra istituto scolastico dedicato a Sherlock Holmes: “Scuola Elementare Watson”.

290.
«Traduca: questo vino è spaziale!» «Kevin Spacey!»

302.
La scritta sotto la statua di Garibaldi? Obelisco.

407.
«Nome?»
«Ponzio Pilato.»
«Faccia una firma qui.» «Ma io non so scrivere.» «Allora metta una croce.»

476.
«E tu, fra i piccoli studenti della scuola di pianoforte, chi sei tra i giovani allievi?»
«Giovanni Allevi.»

 

 

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Sabrina Zuccato
Sono nata a Padova il 10 settembre 1992. Da sempre nutro una grandissima passione per il mondo dell’audiovisivo e della scrittura, interesse coltivato anche grazie al mio percorso di studi. Dopo aver conseguito la Laurea Magistrale in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale, ho intrapreso l’attività di videomaker e giornalista. Da novembre 2018 redigo articoli per NonSoloCinema e collaboro con altre testate giornalistiche.