Notre Dame de Paris ritorna all’Arena di Verona. Lo spettacolo di Riccardo Cocciante, con testo italiano di Pasquale Panella, ha riscosso uno strepitoso successo fin dal suo debutto (nel 1998 in Francia, nel 2002 in Italia). Anche quest’anno il tour continua in molte città e teatri italiani, regalando agli spettatori le emozioni e la magia di sempre.

Su Notre Dame de Paris, in questi anni, è già stato detto tutto. Il più noto romanzo di Victor Hugo è stato trasformato da Cocciante e Luc Plamondon in un musical contemporaneo, sorprendente e maestoso (tanto che, per permetterne il debutto, venne costruito appositamente il Gran Teatro di Roma). Si tratta quindi di uno show prettamente corale. La zingara Esmeralda, Quasimodo, Frollo e gli altri personaggi trovano uno spazio individuale per dare voce ognuno al proprio dramma. Ma il vero protagonista è indubbiamente quello costituito dalla Corte dei Miracoli: un popolo colorato, spassoso e crudele al tempo stesso.

La Corte dei Miracoli rappresenta una società a sé stante, con proprie usanze e proprie leggi (lo impara a sue spese il poeta Gringoire). Il nome fa riferimento alle “corti”, ovvero luoghi chiusi, in cui i mendicanti vivevano in uno stato di semi segregazione. I “miracoli” invece si riferiscono alla loro capacità di ammalarsi gravemente al momento di chiedere l’elemosina, e miracolosamente guarire la notte, una volta tornati a casa.

L’isolamento e la diversità sono dipinti in Notre Dame con colori vividi. La vita di questi disperati vale poco meno di niente: un tema attualissimo, una rappresentazione artistica in cui possiamo riconoscere la situazione tragica di tanti migranti che cercano di raggiungere il nostro Paese, solo per affrontare poi episodi di segregazione e razzismo insostenibili. La soluzione, insegna Clopin, è da cercarsi nella pacifica convivenza, in un melting pot di tradizioni e culture:

Noi siamo il formicaio
Che è sotto la città
Tu, uomo, dove sei?
Il mondo non è qua
Ma è qua che cambierà
E si mescolerà
E ricomincerà
Da qui

All’Arena l’accoglienza è stata come sempre calorosa, in particolare per il Gringoire di Matteo Setti, per la commovente Ave Maria di Esmeralda e per il grido disperato di Frollo. Se Notre Dame de Paris continua a incantare il pubblico dopo tutti questi anni, è sicuramente grazie alle coreografie e ad un cast eccezionali. Ma soprattutto, il merito va ai numerosi temi toccati, sempre di grande attualità. Lo spettacolo ci insegna che la paura del diverso è medievale; che la verginità femminile è sempre stata di interesse inspiegabilmente maschile; che la cultura è destinata a uccidere la superstizione (sebbene l’esistenza dei terrapiattisti sembri provare il contrario):

Ogni piccola cosa ucciderà le grandi
Il libro ucciderà altari e cattedrali
La stampa imprimerà la morte sulla pietra
La Bibbia sulla Chiesa e l’uomo sopra Dio

Le repliche a Verona sono terminate, ma Notre Dame de Paris prosegue la tournée a Milano, al Teatro degli Arcimboldi, dal 17 ottobre.

Musica: Riccardo Cocciante

Libretto: Luc Plamondon (FR), Pasquale Panella (I)

Atti: due

Prima rappresentazione: 16 settembre 1998, Palazzo dei Congressi, Parigi

Prima rappresentazione italiana: 14 marzo 2002, Gran Teatro, Roma

Quasimodo: Giò Di Tonno, Lorenzo Campani

Esmeralda: Elhaida Dani, Federica Callori, Tania Tuccinardi

Frollo: Vittorio Matteucci, Cristian Mini

Gringoire: Matteo Setti, Riccardo Maccaferri

Clopin: Leonardo Di Minno, Lorenzo Campani

Febo: Graziano Galatone, Giacomo Salvietti

Fiordaliso: Tania Tuccinardi, Federica Callori

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