SPECIALE SANREMO 2006
Seconda serata del 56° Festival della Canzone Italiana: si esibiscono tre artisti per ogni categoria (uomini, donne, gruppi) e, ad ore proibitive, sei cantanti tra i Giovani.
L’impressione è che dopo la serata d’apertura, spesso scivolata in momenti imbarazzanti o di scarso interesse, il Panariello-team abbia voluto rischiare meno, ottenendo un seguito abbastanza asettico, senza grandi momenti ma perlomeno senza tracolli. Del trio il punto di forza resta Victoria Cabello, che con la sua sfrontata simpatia sostiene l’intera durata dello spettacolo: Panariello si barcamena per quanto può e Ilary Blasi passa innocua come un limpido ruscello di montagna.
Parlando di tracolli, non possiamo non citare la presenza del capitano della Roma e marito della Blasi, Francesco Totti: la dolce coppia si scambia baci platonici sulle note di “Piccolo grande amore”. Momenti che si commentano da sé.
Ma torniamo alla musica: la gara miete le sue prime vittime – una per ogni categoria big e tre fra i Giovani. Come di consueto, ogni tentativo di originalità è insindacabilmente punito dalla falce della giuria demoscopia: e così Anna Oxa e “Mario Venuti & Arancia Sonora” vengono eliminati dalla competizione. Trattenendo i suoi istinti stregoneschi, la Oxa aveva accorciato il brano per questa sua seconda performance ma non c’è stato nulla da fare: la canzone, originale, antitesi pura di qualsiasi melodia orecchiabile, forse avrebbe richiesto un’esecuzione leggermente più sobria.
Della categoria uomini viene eliminato Gianluca Grignani: peccato che né uno né l’altra abbiano atteso fino alla fine – probabilmente già conoscevano il verdetto: la loro assenza è sembrata una fuga dal loro destino.
Proseguono la gara Gigi Finizio e i Ragazzi di Scampia, gli Sugarfree, Povia, Ron (il cui brano vuole gettare luce su una malattia di cui poco si parla, la sclerosi laterale ipertrofica), Nicky Nicolai e Anna Tatangelo, il testo della cui canzone (autori Mogol e Gigi D’Alessio) merita un’attenzione particolare: “Essere una donna non vuol dir riempire solo una minigonna” è solo l’apice, o il baratro che dir si voglia.
Anche nella categoria Giovani si premiano i pezzi più sanremesi – stile musicale che ha normalmente una settimana di vita: Monia Russo e Elena Hellwig hanno voci ineccepibili ma le loro canzoni sono ridondanti e troppo festivaliere per il ventunesimo secolo. Passa anche Simone Cristicchi – già noto per il tormentone su Biagio Antonacci – con “Che bella gente”, pezzo ironico e dal testo significativo.
Tra gli eliminati si trovano validi elementi: “Davvero” di Virginio e “Non dimentico più” dei Deasonika. Ma il giudizio che conterà sul serio sarà quello al di là dell’Ariston. Antonello, terzo eliminato, ha ottime capacità ma la scontata “Capirò crescerai” non è all’altezza delle sue potenzialità.
Ospiti internazionali Riccardo Cocciante, insignito del Premio alla Carriera Città di Sanremo, e i giovanissimi Jesse McCartney e Hillary Duff.
Il festival torna giovedì con l’esibizione degli altri artisti: nuovi giovani, nuove eliminazioni, nuove polemiche. Si aspetta con ansia un tocco di vitalità, che certo non guasterebbe a ravvivare un’elettrocardiogramma che punta sempre più al piatto.






