Un incontro, apparentemente fortuito, di due sconosciuti porta alla riapertura di questioni seppellite da vent’anni sotto le macerie del muro di Berlino.
Due persone apparentemente “normali” si incontrano/scontrano in una sera di pioggia; due ex-insegnanti ormai in pensione, Ingrid (Ottavia Piccolo) e Jakob (Silvano Piccardi), si trovano a discorrere del passato, di un “prima” che non ha bisogno di specificazioni perché, per entrambi, “prima” significa una cosa sola: prima della caduta del Muro di Berlino. Due tedeschi della, ormai ex, Germania dell’Est che il caso ha fatto incontrare vent’anni dopo la riunificazione e che chiacchierano per far passare il tempo.
Una situazione banale in apparenza ma nulla è mai come sembra e non bisogna lasciarsi ingannare. Il testo di Stefano Massini è in forma dialogica, suddiviso in sedici segmenti in ognuno dei quali, informa una didascalia a inizio spettacolo, «uno dei due soggetti mentirà sapendo di mentire». E allora la normalità esteriore viene spazzata via da un dialogo costruito con la precisione di un meccanismo di orologio e questa realtà non è più «sempre terribilmente sguaiata» ma diventa un sistema di ingranaggi che forma, per l’appunto, un enigma da risolvere.
La scena è spoglia, s’intuisce un interno, probabilmente uno studio: delle casse di legno ammassate a formare dei mobili e fogli accartocciati per terra. Dei libri, un telefono, una bottiglia e una sedia nera: non serve altro a Ingrid e Jakob per iniziare la loro danza di parole. Lo spettacolo è interamente costruito sulla psicologia dei due personaggi e su quella sottile tensione che il pubblico prova mentre cerca di capire quale sia la menzogna appena raccontata, quale dei due abbia appena ingannato l’altro.
La scansione dei sedici segmenti – forse unica pecca dello spettacolo perché spezza troppo frequentemente il ritmo narrativo – è data dallo spegnimento delle luci e dal suono dei tasti di una macchina da scrivere; segmenti che a volte non durano che pochi attimi, magari il tempo di scambiarsi il nome. Che per entrambi è menzogna. Chi è davvero Ingrid? E chi è davvero Jakob? Ognuno dei due racconta e al contempo nasconde la propria storia fino ad arrivare ad un ribaltamento di ruoli nel finale, in un dialogo in cui non ci possono essere verità assolute poiché «ogni verità è solo una menzogna più probabile».
Enigma (niente significa mai una cosa sola)
di Stefano Massini
Con Ottavia Piccolo, Silvano Piccardi
Durata 70 minuti
Venezia Teatro di Cà Foscari a Santa Marta
www.unive.it/teatrodicafoscari






