“AMERICAN DREAMZ” di Paul Weitz

Sogni con la zeta

“American Dreamz” è il programma più seguito della televisione americana, un reality show dove aspiranti cantanti si sfidano fino all’ultima nota, tra storielle e casi umani di contorno. Il conduttore è Martin Tweed, divo catodico cinico e disilluso. Alla nuova edizione partecipano Sally Kendoo dell’Ohio, prototipo di ragazza americana di provincia – bionda, in carne e disposta a tutto pur di sfondare – e Omer, giovane iracheno trasferitosi dai parenti emigrati in America che vivono in una villa megagalattica nella ormai famosa Orange County, California. Nessuno sospetta che Omer in realtà sia stato spedito negli States da un commando di terroristi con l’intenzione di farsi saltare in aria (in realtà lo stesso Omer non sembra molto convinto né adatto all’azione). E, guarda caso, l’ospite d’onore della finale del programma sarà il Presidente degli Stati Uniti, che all’insaputa del popolo americano è preda di un grave esaurimento nervoso e vive il suo ruolo in modo alquanto disorientato…

Ritratto grottesco dell’America contemporanea (e non solo…) ossessionata dai reality show e da false storie che vengono spacciate per vere col solo intento di tenere incollate alla pubblicità e distrarre le persone, che nel frattempo non si rendono conto di quanto succede nel mondo, con un procedimento molto simile a quello che gli imperatori dispotici dell’antica Roma chiamavano panem et circenses: date al popolo cibo e occasioni di svago, e lui non chiederà nulla in più. Ma l’originalità della pellicola sta nell’accostare la critica alla tendente decerebrazione dei mezzi di comunicazione – già affrontata con completezza dall’indimenticabile Truman Show di Weir – ad una controparte inquietante epppure verissima: la realtà del terrorismo e dello stato di continua angoscia e precarietà che vive la civiltà contemporanea.

Non si risparmia nessuno: se da un lato ci si prende gioco di ragazzi tediati che venderebbero i denti pur di un’apparizione in tv, dall’altro si ridicolizzano dei terroristi che predicano la Guerra Santa e l’antiamericanismo e poi si siedono tutti davanti al piccolo schermo per seguire col fiato sospeso la finale di “American Dreamz”. Con questa scelta di stile si evita la retorica e si colpisce dritto il bersaglio affondandolo sotto la disrmante forza della risata, rivelandone tutte le contraddizioni interne e l’inutilità.

Paul Weitz (American Pie, About a boy, In good company) sorprende nel realizzare un lavoro molto diverso nei toni dalle sue commedie precedenti, passando da uno stile agrodolce e introspettivo, più sofisticato, ad una comicità più facile giocata sul filo dell’assurdo e del paradosso, che ha però il dono dell’efficacia e della semplicità. Se si vuole, il film è vicino ad American Pie, girato da Weitz assieme al fratello Chris, non a caso un’altra pellicola che voleva tratteggiare uno spaccato sociale all-american (si noti l’assonanza anche nei titoli).

Anche se in certi momenti qualche pizzico di serietà in più non avrebbe guastato (e il discorso finale di Omer sugli Americani, popolo buono e generoso che si contraddice nella sua politica bellicosa, è pur vero ma suona un po’ troppo ingenuo e semplicistico), il film traccia dei personaggi che brillano per originalità e simpatia: da Omer, arruolatosi tra i terroristi dopo aver perso la madre in un attacco aereo a Baghdad, ma che è cresciuto cantando e ballando i musical americani di cui proprio sua madre era una fervida collezionista, al Presidente Staton, spaesato bambinone-più-potente-del-mondo che fa i capricci per non uscire dal letto e chiede al presidente cinese se vuole fermarsi a dormire alla Casa Bianca come se lo invitasse ad un pigiama-party. In questo il merito va alla sceneggiatura (dello stesso Weitz) e al cast stellare, in cui spiccano Sam Golzari, un esilarante Willem Dafoe e una sorprendente Mandy Moore, ex starlet pop convertita (forse) al grande schermo.

Forse un ritorno alla semplicità e all’autenticità dei rapporti è una soluzione; un Presidente magari bambino che confessa il suo disorientamento davanti alla guerra e alla violenza insensata? Se terroristi e americani (o occidentali) riuscissero ad unirsi sulle note di Chorus Line o del buon vecchio Frank Sinatra assaporando quello che di bello c’è negli American Dreamz. Sogni irresistibili ma che hanno quella “zeta” finale che sembra suggerire qualcosa di irrisolto e dissonante.

Titolo originale: American Dreamz
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia

Durata: 106′

Regia: Paul Weitz
Sito ufficiale: www.americandreamzmovie.com
Cast: Hugh Grant, Dennis Quaid, Mandy Moore, Marcia Gay Harden, Willem Dafoe, Chris Klein, Judy Greer, Sam Golzari
Produzione: NBC Universal Television, Depth of Field
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 09 Giugno 2006 (cinema)