mercoledì, Luglio 29, 2026
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ANTONACCI TORNA A PADOVA E RADDOPPIA

Nella trance autunnale della sua tournee, Biagio Antonacci torna a Padova e riempie per ben due date (il 4 e 5 novembre) il palasport San Lazzaro con un pubblico trepidante e decisamente accogliente.

Quello che si è presentato sul palco è stato un Biagio che reagiva energicamente al caldo benvenuto degli spettatori, coronato in un improvvisato “tanti auguri a te” per l’imminente compleanno (il 9 novembre).
Lo spettacolo si è svolto su un palco semicentrale provvisto di pedane che si snodavano verso il pubblico, purtroppo visivamente poco efficace a causa di uno sfondo cangiante assai povero e di una struttura come quella del San Lazzaro.

Le due ore di musica proposte sono state piacevoli anche se la performance dei musicisti è stata soltanto sufficiente. Biagio Antonacci ha saputo comunque conquistare tutti i presenti intervallando momenti più energici e rock a spazi dedicati all’introspezione, realizzati con un suggestivo assolo di chitarra.
L’autore ha riproposto molti dei suoi successi: dai più recenti, uno su tutti l’attesissima “Pazzo di Lei”, ai suoi brani storici, come l’intensa “Se io, se lei” o “Non è mai stato subito”; regalando anche una chicca come una versione chitarra e voce di “Vivimi”, scritta dall’artista per Laura Pausini e live per la prima volta.

Il concerto si è concluso con dei brani a dir poco adrenalinici e con un Biagio estremamente “carico” che incitava tutto il palazzetto a saltare sulle note di una splendida “Liberatemi”.

Un concerto che presenta momenti convincenti e altri in cui sembra manchi qualcosa, probabilmente più a livello di costruzione dello spettacolo che a livello prettamente musicale. Il carisma e il talento di Antonacci incidono per gran parte nella buona riuscita complessiva dell’evento: l’artista, infatti, oltre che avere il merito di aver composto delle splendide canzoni, dimostra sul palco di mantenere la scena in maniera ottima, creando due ore di spettacolo energico e, perché no, “sensuale”.

Peccato che la serata abbia rischiato di essere compromessa da pecche organizzative non indifferenti: che il San Lazzaro non fosse il luogo adatto a questo tipo di eventi sia come struttura, sia come acustica è noto da tempo, ma sabato sera si ha avuto anche la pessima impressione che il numero dei biglietti venduti fosse largamente superiore alle disponibilità del palasport. Solo un’impressione?