Il romanzo Amado mio di Pasolini esce postumo nel 1982, ma racconta vicende avvenute tra il 1947 e il 1948 e legate alla giovinezza dell’autore (1922 – 1975).
Amado mio contiene due romanzi brevi, Atti impuri e Amado mio, che narrano entrambi la scoperta, da parte di Pasolini, dell’omosessualità sullo sfondo di un paese di provincia come Casarsa.
Amado mio è un racconto compiuto, oggettivato in terza persona, in cui si racconta di una vacanza, di un amore consumato in pochi giorni tra balli e spiagge selvatiche. Un amore che si conclude con la promessa di rivedersi l’anno dopo, sulle medesime spiagge per amarsi ancora una volta.
Atti impuri, invece, è costituito da una serie di appunti dattiloscritti che Pasolini aveva lasciato nella forma di romanzi o racconti in fieri. La narrazione oscilla tra la prima e la terza persona come se l’autore fosse incerto se narrare la sua storia sotto forma dell’autobiografia o del romanzo, come era avvenuto per Amado mio. Da questo romanzo emergono le paure di sentirsi diverso dagli altri, la gioia dei primi fugaci incontri con il proprio amore, molti dei quali si risolvevano esclusivamente in rapide occhiate e ancora più veloci carezze. Da alcuni incontri nascono delle storie più serie, di cu si esalta la gelosia, l’ansia di rivedersi, di amarsi di nascosto da tutti.
Entrambi i racconti trasudano sensualità, una sensualità che nasce da una scelta lessicale accurata, da descrizioni che creano un erotico effetto di voyerismo negato.
Due romanzi in cui Pasolini racconta se stesso e la propria difficoltà a farsi accettare a causa della sua omosessualità che lo portò più volte, lungo il corso della sua vita, in tribunale. Per queste ragioni questi due romanzi rimasero per trent’anni chiusi in una cartellina, gelosamente conservati dalla madre, ma pronti per essere stampati nel momento in cui si fosse smesso di giudicare Pasolini per la sua scelta sessuale, ma solo per la sua straordinaria produzione poetica e narrativa.
Garzanti Libri, 2000, 208 pag., 8.26 euro






