Quattordici persone legate al mondo della musica, e alla Titan, major discografica di New York, tra produttori, musicisti, cantanti, tecnici del suono, talent scout, emergenti, … sono i protagonisti del primo libro (2007) della scrittrice ed ex musicista Liz Moore che viene ora pubblicato dalla NNE (grazie!) dopo Il Peso, I cieli di Philadelphia (da cui è stata tratta una serie tv con Amanda Seyfried), Il mondo invisibile e il dio dei boschi.
Ambientato negli anni Duemila, Le Canzoni di New York più che un romanzo, è una composizione malinconica e riflessiva sulle note di Leonard Cohen, dei Nirvana, The Cure, Billie Holiday, Giacomo Puccini, Natalie Merchant, …
Ogni capitolo è dedicato al protagonista di una storia, o meglio di una strofa. E strofa dopo strofa Liz Moore lega anime in cerca di chi erano o di chi sono o di chi vorrebbero essere.
Jax Powers Kline, dirigente della Titan Records; Theo, talent scout disilluso ma ancora con un briciolo di speranza; Siobhan la leader dei The Burn ancora in lutto per la morte di Kurt Cobain e della madre; Mike dei The Burn non sa come farsi perdonare da chi non c’è più; Thoreau giovane critico musicale in crisi;Tommy Mays, idolo delle ragazzine che ora ha solo voglia di famiglia; Jeffrey, della band di Tommy, non riesce a ritrovare se stesso; Tia, pessima ballerina delle Hype Girlz, ma leader inconsapevole; Cynthia segretaria alla Titan, ex musicista con il cuore spezzato; Lenore la star su cui l’etichetta punta tutto; Gregory adolescente con il sogno della batteria, che sta sta facendo i conti con la sua omosessualità; Tony, tecnico del suono, angosciato da una forma di depressione, con due figli che non si ricordano di lui; Ellen Mills, cantante lirica, si innamora per la prima volta di un uomo sposato; Che, giovanotto musicista scapestrato che forse ha la sua prima occasione.

Liz Moore, 43enne di Philadelphia, narra queste storie interconnesse con quella profondità di scrittura che la contraddistingue, che esplora con discrezione e analizza con acume l’animo di ciascun personaggio, e di chi ruota intorno a lui o lei, tanto da prendere saldamente per mano il lettore portandolo all’interno del mondo reale (ri)creato. Con raffinatezza, che è una delle sue migliori qualità come scrittrice, e qui con originalità per come ha “arrangiato” la struttura del romanzo, la Moore si concentra su alcuni episodi fondamentali del passato dei suoi protagonisti e li illumina nel presente, per raccontare le loro radici e spiegare chi sono diventati o chi saranno.
C’è a volte tenerezza nel suo sguardo, non c’è mai distacco comunque, contempera malinconia e disincanto, ma l’emotività della sua penna non va mai a discapito del realismo, della vita vera. Le Canzoni di New York è intriso dei sentimenti dell’umanità: rivalsa, angoscia, sogni, ansia, delusioni, successi, famiglia,…
Un romanzo che non si dimentica.
Liz Moore, Le canzoni di New York, NNE, 2026, pp. 288, €19




















