venerdì, Luglio 31, 2026
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BACI (contro il dominio) Di Aldo Runfola

Una rivoluzione fatta di.. baci

In concomitanza con la Mostra del Cinema, la Galleria Michela
Rizzo presenta nella terrazza del Blue Moon, al Lido di Venezia,”BACI (contro il dominio)”, una performance di Aldo Runfola.

Compiere un’azione, qualunque essa sia, significa produrre una coscienza che può essere adoperata in vari sensi.
In un momento, che non può non definirsi di negatività congiunturale, Aldo Runfola propone. Niente arte per l’arte, felicità del circolo, ma una partita da giocare in un luogo affollato e anonimo per operare, sommuovere ed innescare con una performance che si esprime attraverso il più istintuale e primitivo dei gesti: il bacio. Un furto del materiale del mondo per quella che, personalmente, non definisco un’utopia credendo che, almeno questa forma d’arte che ha la A maiuscola, possa sgretolare infrastrutture e immaginari dogmi.
Se “fare” è la molla per partecipare e vivere, anziché sopravvivere, affidiamoci davvero alla totalità di quei Baci e, per tutto il resto, usiamo davvero quel Cassonetto.

“Ogni teorizzare comporta involontariamente una minaccia e prelude al dominio. Instaura un rapporto che odora di subordinazione, da una parte qualcuno che sa parla, dall’altra qualcuno che non sa ascolta, qualcuno spiega qualcun altro cerca di comprendere. Ma saprà chi ascolta comprendere realmente, o sarà emarginato e messo al suo posto? Da parte sua, chi teorizza deve dimostrare molta abilità nel trasmettere un contenuto all’uditorio; che si possano intendere non è solo desiderio o speranza: è in gioco l’equilibrio e la sopravvivenza stessa della relazione. Srotolare l’elenco delle spiegazioni, rettifiche, allusioni, desideri che inevitabilmente affiorano in ogni tentativo di trasferire il pensiero dall’immagine pura al piano inclinato e scivoloso dell’astrazione costituisce una possibilità, perfino un metodo di lavoro. Optando per le immagini, volevo evitare di ricorrere a parole e teorie deboli. Senonché le immagini sole non sarebbero sufficienti, troppo esposte all’attitudine dei soggetti di investire su di esse qualunque cosa passi per la mente. Nello stesso tempo, sento come un imperativo e una forma di correttezza non indulgere all’autocompiacimento per tutto ciò che l’immagine potrebbe contenere e dire prima che io o alcuno l’abbia ancora mostrato o detto esplicitamente. Meglio una fattiva collaborazione con l’osservatore diventato parte dell’evento grazie alla sola presenza, libero di contribuire all’azione o di voltare le spalle.
Del resto, le idee sotto forma di immagini vengono prima delle parole con cui cerco di giustificarle: su una terrazza all’aperto coppie flirtano. Indossano T-shirt nere come segno di riconoscimento. Non fanno altro che guardarsi negli occhi, bisbigliare parole segrete, baciarsi prolungatamente. Sono numerose, tanto da non passare inosservate. Disposte sulla terrazza in punti diversi mettono in scena il bacio, l’atto più innocente e il più scandaloso sulla terra. In questo modo, un fatto privato in luogo pubblico diventa un fatto pubblico con ripercussioni nella sfera privata di ciascuno spettatore. Ciò significa che lui o lei tra quelli raccolti attorno agli “attori”, chiedendo lumi al vicino potrebbero sentirsi rispondere, “Lascia che ti spieghi, anzi, baciamoci”.
Sarebbe un modo di rappresentare il rapporto ideale dello spettatore con l’opera d’arte o con ciò che ne ha preso il posto. Per ridare smalto all’utopia.

Galleria Michela Rizzo presenta “BACI (contro il dominio)” Di Aldo Runfola – Sabato 3 settembre 2005 ore 19.00; Blue Moon, Piazzale Bucintoro – Lido di Venezia – Organizzazione Martina Stipitivich