CANOVA

L'uomo. L'artista. Il genio.

Antonio Canova nasce a Possagno nel 1757 e muore a Venezia nel 1822. La sua vita è divisa tra venezia, roma parigi, londra. Scultore di fama europea e straordinario protagonista del neo-classicismo lavora per le principali committenze dell’epoca e cosi oggi le sue opere sono ospitate nei musei di mezza europa. Per la mostra antologica organizzata a Bassano e Possagno, sue terre natali, molti sono i capolavori che sono tornati in Italia, provenienti da S.Pietroburgo, Londra, Vienna, Kiev.

Niente poteva essere più suggestivo di una mostra allestita nel suo paese di origine, un percorso che permette di riscoprire la sua casa natale, la gipsoteca e il grande tempio che fece costruire e che ospita ora le sue spoglie a Possagno per continuare poi con una straordinaria collezione di marmi nelle sale del museo civico di Bassano.

Possagno. Fondazione Canova.
La visita si svolge all’interno della casa di Canova dove sono conservati busti in marmo, modelli in gesso e numerosi quadri. La produzione pittorica dell’artista è spesso dimenticata e trascurata, è l’occasione quindi di riscoprire le tempere di Canova che con le serie delle danzatrici e delle ninfe e degli amorini offre un esempio di straordinaria eleganza. Forse
ancora più belli sono però i disegni, i bozzetti per i dipinti, nella immediatezza della matita sulla carta dove in pochi e veloci segni già emergono le forme e i movimenti nella loro armonia.

Si passa poi alla Gipsoteca sulla cui porta si avverte che si sta entrando nel museo più fragile del mondo, sono infatti oltre 300 le opere in gesso, terracotta e argilla che queste sale ospitano. A Possagno sono conservati infatti prevalentemente i modelli e i calchi in gesso delle sculture dell’artista che permettono di comprendere il metodo produttivo e la nascita dell’opera finale. Dietro alla perfezione delle statue canoviane vi è un lungo percorso che nasce innanzi tutto dal disegno. Dallo schizzo veniva poi ricavato un piccolo bozzetto in terracotta, modello a sua volta per la realizzazione di una statua in argilla dal cui calco si ricavava il modello in gesso. In questo modello finale erano inseriti dei chiodini che consentivano di riportare le stesse proporzioni sul marmo. Adone inghirlandato da Venere, Perseo con la testa di Medusa, la tomba di Tiziano, Paolina Borghese, Venere e Adone, Amore e Psiche, le Tre Grazie sono alcuni tra i capolavori che si incontrano tra le molte figure che popolano la gipsoteca, figure di un vigore e al tempo stesso di una delicatezza incredibili.

Bassano. Museo Civico.
Nello straordinario allestimento curato da Fabrica il percorso espositivo si svolge illustrando prima il panorama sociale e culturale nel quale si muoveva l’artista con un paio di sale dedicate ai principali protagonisti del neoclassico come David, ai committenti di Canova, tra cui troviamo i ritratti di Giuseppina e Napoleone Bonaparte, il principe Jusupov, il duca di Bedford, e alcune tra le numerose lettere della vasta corrispondenza canoviana.
Si passa poi ai disegni. Studi di statue classiche, nudi maschili e femminili, schizzi e bozzetti. Esempi straordinari di ricerca delle forme, dell’equilibrio, dei canoni classici di armonia. Seguono i monocromi su tela grezza di danzatrici, ninfe e studi per opere funerarie.

Infine la sezione dei marmi le cui forme si stagliano sulle pareti nere evidenziando la loro purezza e il loro candore. Orfeo ed Euridice sono ancora due sculture legate alla vecchia tradizione scultorea della statuaria da “giardino” e non sono ancora toccate dalla squisita compostezza del gruppo di Amore e Psiche stanti provenienti da S.Pietroburgo. Davanti ad Amore e Psiche si resta stupefatti dalla bellezza, dalla immobilità dei corpi candidi e puri abbracciati e dalla forza intensa che emana il gesto delle loro mani che accarezzano la farfalla. La sala è completata poi dalla leggiadria dell’Amorino alato, dalla Danzatrice, dalla Pace e da Maddalena Penitente.
Segue la galleria dei busti che ritraggono Francesco I d’Austria, Pio VII, Domenico Cimarosa, Joseph Fesch, Giambattista Sartori, Leopoldo Cicognara dove la posa austera si fonde con una precisa osservazione fisionomica e le teste di Clio, Calliope, Paride, Elena, l’erma di vestale e la testa ideale. Si ritorna poi alle statue mitologiche che danno un ultimo addio allo spettatore, un’ultima visione di candida armonia. La Venere da Leeds, la Musa Polimnia da Vienna e la Ninfa dormiente da Londra chiudono il percorso espositivo.

Antonio Canova sarà sempre ricordato per la classicità delle forme, la sua scultura e la sua pittura testimoniano l’amore per l’arte greca nella perfezione delle anatomie, nei movimenti misurati, nell’equilibrio delle pose. Le sue figure pur immobili e composte sono ad un tempo vive di emozioni se pur rarefatte, quasi astratte. Sempre colte in un momento di stasi, di quiete in cui il tempo si ferma e le consacra all’eternità.

CANOVA
Bassano del Grappa(VI) Museo civico. Possagno(TV) Gipsoteca canoviana.
22 novembre 2003 -12 aprile 2004
Tutti i giorni ore 9.00 – 19.00
Info: 800 685 644
www.mostracanova.it