Fuori Concorso
Jim è sposato con una bella, giovane e ricca moglie. Lavora in polizia ormai da 23 anni ma, per un motivo o per l’altro, non è mai riuscito a superare il grado di sergente. Il lavoro e la vita procedono in modo abbastanza abitudinario, per non dire noioso; tutto cambia quando al commissariato arriva Kwan, uno strambo uomo accusato di spiare le donne in un bagno pubblico.
Jim si prende carico dell’interrogatorio del sospetto, il quale difende la sua innocenza sproloquiando qualcosa a proposito di un club di sole donne che sta progettando di uccidere tutti gli uomini del mondo. Jim sul momento non dà peso a queste parole; comincerà a ricredersi quando il giorno dopo viene chiamato in ufficio a causa della scomparsa della deposizione di Kwan. L’interrogatorio dev’essere ripetuto, e il sospetto ritratta clamorosamente le sue balzane teorie dichiarandosi colpevole di molestie sessuali. Jim è sempre meno convinto da questa situazione, in lui nasce una paranoia incipiente e la volontà di venire a capo di questo mistero. Ma qualcosa trama alle sue spalle per fargli cambiare idea.
Pang Ho-cheung è un enfant prodige del cinema di Hong Kong, prima come sceneggiatore e critico cinematografico, quindi come regista; esordisce nel 2001, a 28 anni, con I Shoot You Shoot. Da lì in poi inanella successi commerciali e di critica uno dietro l’altro. Il passo successivo è sfondare nel circuito dei Festival del Cinema europei. Si comincia, ovviamente, dal Far East di Udine, dove partecipa nel 2005 con AV e Beyond Our Ken, per arrivare fino al Festival di Berlino del 2006, dove vince il premio per la miglior colonna sonora con Isabella, e a Torino quest’anno con il suo ultimo lavoro. Tutto questo per avvisare l’utenza che, in qualche modo, il film di Pang era molto atteso da chi aveva avuto la precedente fortuna di conoscerlo in maniera esaustiva.
Il cinema di Pang è innovativo, personale, spiazzante, sorprendente e a volte anche bizzarro. Exodus non fa eccezione, anzi se possibile ha la forza di svettare al di sopra della precedente filmografia del regista. La prima parte della pellicola lascia un po’ interdetti: un inizio manieristico e sfolgorante che sfocia in un poliziesco un po’ ovattato e dai ritmi e le emozioni piuttosto attenuati. Evidentemente, e col senno di poi, Pang imbastisce con sapienza e furbizia un piedistallo su cui lo spettatore si alza, giusto per esserne sbalzato dalla spiazzante, inaspettata, sorprendente virata grottesca che il regista impartisce al film. Geniale e stordente, questo impreventivabile cambio di rotta è sintomo della peculiare e personale visione di cinema che Pang mette in ogni suo film. Una pellicola, questa, da sconsigliare allo spettatore troppo orgoglioso, che non ha voglia di mettersi in gioco e che quando va al cinema vuole essere in controllo e non accetta di farsi trasportare dal film.
2007, Hong Kong
35mm, 94′, col.
regia, soggetto/director, story Pang Ho-cheung
sceneggiatura/screenplay Pang Ho-cheung, Cheuk Wan Chi, Jimmy Wan
fotografia/director of photography Charlie Lam
scenografia/set design Man Lim Chung
montaggio/film editor Stanley Tam
musica/music Gabriele Roberto
suono/sound Kinson Tsang
interpreti e personaggi/cast and characters Simon Yam (Jim), Annie Liu (la moglie di Jim/Jim’s wife), Nick Cheung (Kwan), Maggie Siu, Irene Wan, Candy Yu, Jim Chim, Tan Lap, Gordon Lam, Ka Tung, GC Goo Bi, Siu Yam
produttore/producer Stanley Tong, Pang Ho-cheung
produzione/production Filmko Entertainment Ltd.
distribuzione,vendita all’estero/distribution, world sales Cineclickasia






