“FACTOTUM” di Bent Hamer

Vivere a modo mio

Prima di fare il postino per più di dieci anni (e lo scrittore di culto poi), Bukowski ha fatto una lunga serie di lavori, per lo più di infima qualità e decisamente malpagati.
Come ogni vero scrittore egli ha preso spunto da tutte queste esperienze per trarne materiale da narrare: nel libro “Factotum”, e in questa trasposizione cinematografica di Bent Hamer, troverete una lunga lista di tentativi fatti all’ombra del grande Sogno Americano.

Al regista di Factotum Bent Hamer (Kitchen Stories) riconosciamo questo merito. Aver cercato di descrivere la figura di Bukowski in un modo diverso rispetto al passato. Buona l’idea di allontanarsi da qualsiasi immagine o luogo comune costruiti intorno alla figura del celebre scrittore americano. Qualsiasi distanza, dunque, dalle pellicole passate che rimandano a lui: Barfly di Schroeder con Mickey Rourke e Storie di ordinaria follia di Ferreri con Ben Gazzarra e Ornella Muti. “Ho cercato – dice il regista – di vedere pochissimo del film di Ferreri per non essere influenzato. Per me era importante evitare di fare un personaggio che somigliasse in toto a Bukowski”.

Questo film sembra voglia ri-costruire o, meglio, ri-definire la figura dell’autore di “Pulp” dandone un profilo più accurato e complesso. Non solo amante del bere e donnaiolo ma soprattutto un uomo molto onesto, diretto e dotato di un umorismo irriverente riflesso, simultaneamente, nelle sue opere e nei suoi incontri. Matt Dillon veste, in modo abbastanza convincente, i panni del suo alter-ego, Henry Chinaski, e, così, lo definisce: “Un forte coraggio nell’esporsi. Un artista che ha speso molta fatica nel trovare se stesso”. Sia Hamer che Dillon hanno letto Bukowski da giovani. Entrambi sono stati rapiti dalle componenti più superficiali dei suoi scritti: una vita disordinata, gli eccessi, i vizi, il fascino delle tentazioni. Rileggerlo dopo tanti anni ha permesso loro di scoprire altro. Un livello che supera tutto ciò che rimanda al rifiuto delle convenzioni. Una sorta di “profondità pulita” che va oltre qualsiasi macchia di trasgressione.

Una parte del film è estremamente riuscita non tanto a livello registico quanto nella sceneggiatura. Ci riferiamo al tentativo di inserirsi, almeno temporaneamente, all’interno del complesso ingranaggio sociale o ai numerosi tentativi di sopravvivere alla routine quotidiana, alla ottusità dei colleghi, al sadismo dei superiori. Il Bukowski di questo lavoro ricorda molto da vicino uno qualsiasi di noi alle prese con qualche nuova stupidissima occupazione: le stranezze dei lavori, le loro regole pazze ed insensate, la noia, il senso di spreco che si prova a buttar via le giornate per pochi sudatissimi soldi. A tratti il grande Buk-Chinaski prova a convincersi che fare tutto questo valga veramente la pena, ma è una partita persa in partenza… come ha scritto lui: “Chiunque può trovarsi un lavoro, invece bisogna essere in gamba per riuscire a farcela senza lavorare”.

La pellicola ha sempre uno stile diretto e senza fronzoli. E’ sboccata e “sbronza” esattamente come il personaggio rappresentato. Ha toni diversificati (divertente, critico, profondo, rivelante) ma mai riesce a decollare sia per la difficoltà oggettiva del progetto che per qualcosa che ci sfugge continuamente. Vedendo il film, infatti, non riusciamo a percepire bene le sofferenze e le frustrazioni del protagonista. Capiamo che è un personaggio al limite ma non riusciamo a intravedere le radici dei suoi continui spaesamenti esistenziali. Il più rimane accennato, sbiadito e, in molti tratti, affrettato. Da consigliare, dunque, non ai grandi conoscitori di Bukowski quanto a chi si vuole avvicinare, per la prima volta, al suo tormentato mondo.

Titolo originale: Factotum
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 94′
Regia: Bent Hamer
Sito ufficiale: http://filmer.sfnorge.no/factotum

Cast: Matt Dillon, Lili Taylor, Fisher Stevens, Marisa Tomei, Didier Flamand, Adrienne Shelly, Karen Young, Tony Lyons
Produzione: Bent Hamer, Jim Stark
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: 31 Marzo 2006 (cinema)