Fuori Concorso. 62. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Tanto Oriente e sei anteprime mondiali

Nuove opere importanti di autori già confermati nelle passate edizioni della Mostra, e film ospitati nella fascia oraria di Mezzanotte.

Hollywood ed Estremo Oriente sembrando essere gli ingredienti principali di questa sezione. Oltre ai già annunciati ‘Casanova’ di Lasse Hallstrom e ‘Seven Swords’ di Tsui Hark, che aprirà il festival, ci saranno anche ‘Bubble’ di Steven Soderbergh, ‘Cinderella Man’ di Ron Howard, ‘Elisabethtown’ di Cameron Crowe, ‘La sposa cadavere’ di Tim Burton (Gran Bretagna) e ‘Four Brothers’ di John Singleton. E ancora ‘Yokai Daisenso’ di Miike Takashi (Giappone), ‘Initial D’ di Andrew Lau e Alan Mak (Hong Kong) e ‘Perhaps Love’ di Peter Ho-sun Chan (Hong Kong). Dalla Spagna arriva ‘Fragile’ di Jaume Balaguerò e dalla Francia ‘Backstage’ di Emmanuelle Bercot e ‘Le parfum de la dameen noir’ di Bruno Podalydes. Müller, nella conferenza stampa di presentazione della Mostra, si dichiara orgoglioso di essere riuscito a portare al Festival di quest’anno nove anteprime mondiali: sei di queste rientrano in Fuori Concorso.

Grande curiosità per il film collettivo “All the Invisible Children”, girato da otto registi, tra i quali Emir Kusturica, Spike Lee, Ridley Scott e John Woo. Una pellicola il cui filo conduttore, come suggerisce il titolo, è l’infanzia rubata. La produzione del film è stata avviata da Maria Grazia Cucinotta, insieme a Chiara Tilesi e Stefano Veneruso della MK Film Productions. Il ricavato sarà raccolto in un fondo che apporterà a questa causa anche un aiuto tangibile: il fondo “All the invisible children” servirà a finanziare programmi sanitari, alimentari, ed educativi per i bambini in Africa. Sarà gestito dalla Cooperazione, dall’UNICEF e dal World Food Programme.

Sul film di apertura “Seven Swords/Sette spade”, il Direttore della Mostra spende diversi commenti. “Il cinema asiatico – dice Müller – conferma la sua vitalità, e con le opere più importanti di quest’anno dimostra di saper ancora una volta sfidare la spettacolarità più intelligente di Hollywood”. Giampaolo Letta, amministratore delegato e vice presidente di Medusa Film, ha sottolineato “l’orgoglio e l’energia con i quali Medusa aderisce all’invito della Mostra, consapevole di avere a sua volta operato, decidendo l’acquisizione di Seven Swords, una scelta capace di coniugare il grande spettacolo popolare con l’evoluzione e il futuro del cinema. In linea con l’arte stessa di un grande autore come Tsui Hark, maestro a tutto tondo e non a caso definito lo Spielberg d’Oriente”.