In occasione della conferenza stampa di giovedì 5 maggio è stato presentato, presso il teatro “G. Poli” di S. Marta a Venezia, il laboratorio “I Panni stesi”, evento formativo per studenti e neo-laureati di Cà Foscari con lo scopo di riattivare il Teatro Universitario.
Da qualche mese l’università Cà Foscari di Venezia ha avviato una sorta di progetto-laboratorio sotto la guida di Cristina Palumbo, aperto a studenti e neo-laureati del medesimo Ateneo, per riattivare e rinnovare il Teatro Universitario “Giovanni Poli” di Santa Marta.
Il gruppo di giovani che ha partecipato all’iniziativa è molto eterogeneo, e da subito si è diviso secondo precise aree di competenza: l’organizzazione, la comunicazione, la tecnica e la ricerca. Il minimo comun denominatore di questi ragazzi è, indubbiamente, la passione per le arti sceniche e la volontà di imparare, di conoscere e di creare.
I Panni stesi, è questo il nome che si sono attributi, ha un duplice significato: da un lato, rappresenta in un certo senso il luogo in cui sorge il teatro e dall’altro, è una sorta di metafora del tentativo di collegare, di mettere in comunicazione persone e posti differenti, di creare possibilità di confronto.
In tutto questo, Cristina Palumbo, già direttrice di Festival e promotrice di centri d’attività culturale e teatrale, riveste il ruolo di responsabile- tutor, è lei che aiuta il gruppo a rapportarsi con la realtà, con le difficoltà quotidiane e con le questioni pratiche. Da gennaio i ragazzi hanno speso il loro tempo a discutere, a capire come realizzare in maniera concreta i loro progetti, hanno incontrato professionisti del settore tra cui Marino Pedroni del Teatro Comunale di Ferrara, Giuseppe Romanetti del Teatro di Casalmaggiore e Romeo Castellucci, attuale direttore della Biennale Teatro.
Tutti gli sforzi e tutte le fatiche de i Panni stesi sono confluiti nel programma “Sottobanco”, che è stato presentato durante la conferenza. “Sottobanco”, che si sviluppa nei mesi di maggio e giugno, è un progetto di valorizzazione del processo creativo, fatto di residenze, prove aperte, incontri tra artisti, compagnie e pubblico, insomma, degli appuntamenti non legati ai tradizionali meccanismi di produzione. Il programma inizia il 13 maggio con “Malus Communis. Studio per una rappresentazione” di Federico Bertozzi con la regia di Michele Bottini e Marco Pisano, prosegue poi il 23 maggio con “Ellisse-Sogno Occidentale” di Silvia Nanni per la regia di Rudj Maria Todaro, per poi arrivare ai giorni 8, 9 e 10 giugno con “La stanza di Orfeo. Monologo per uno spettatore e registratore” di Marco Zoccorato che ne cura anche la regia.
Ma le attività e le idee del gruppo non sono certo esaurite, stanno infatti già pensando ad un altro progetto, “Adriatico”, un programma di eventi in grado di collegare Venezia alle terre dell’adriatico e del mediterraneo, una sorta di ponte culturale in grado di creare nuovi stimoli e ulteriori scambi e confronti.
Tutti questi progetti dimostrano come sia possibile unire la passione e il duro lavoro per dar vita a nuove ed importanti iniziative.






