E alla fine Nanni Moretti ha detto sì. Per due anni almeno il regista sarà il nuovo direttore del Torino Film Festival. Nella conferenza stampa di ufficializzazione della nomina, qualche anticipazione sulla venticinquesima edizione del festival.
Accolto da una folla di giornalisti e fotografi, Nanni Moretti arriva alla conferenza stampa che ha ufficializzato la sua nomina a direttore del Torino Film Festival sorridente e sereno, tra amarcord (“A Torino mi sono sempre sentito a mio agio, come regista e come spettatore. Trent’anni fa ci sono venuto con le pizze di Io sono un autarchico sotto il braccio. Il super 8 non ha negativo e ovunque andasse il film andavo anch’io, quando finiva la proiezione andavo a riprendermi la pizza”) e anticipazioni distribuite con il contagocce sul futuro assetto del Festival: “Siamo prima dell’inizio del lavoro. Lasciatemi lavorare”.
Accantonate le polemiche (“C’è stato il tempo delle polemiche, ora ci sarà il tempo del lavoro”), Moretti ha spiegato di aver definitivamente accettato la direzione del TFF a due condizioni: “La prima, che la venticinquesima edizione ripartisse esattamente dal festival del passato. La seconda, il coinvolgimento dell’Associazione Cinema Giovani”. L’Associazione, con il nuovo presidente Lorenzo Ventavoli e Marco Vallora vicepresidente, ha stilato un progetto che nella direzione di Moretti vede la possibilità di un rinnovamento e rafforzamento della manifestazione, nel segno della continuità degli obiettivi che caratterizzano il festival.
Sul futuro prossimo venturo del Festival Moretti ha solo anticipato che “Ci saranno una sezione concorso e una fuori concorso con anteprime, entrambe internazionali, una sezione di corti solo italiani, una di documentari solo italiani e due retrospettive”. Se poi Giulia D’Agnolo Vallan risponderà sì alla richiesta di collaborazione di Moretti, sarà riproposta la sezione “Americana”. Nessuna indiscrezione sul team che affiancherà il regista “E’ un po’ presto per parlare dei collaboratori. Sto contattando delle persone e ho chiesto a Giulia D’Agnolo Vallan e Roberto Turigliatto (i direttori delle ultime edizione N.d.R.) di collaborare. Sto aspettando le risposte di tutti”.
Una leggera vena polemica sulla presenza di star: “Saranno invitate persone brave, che dirigono e interpretano bei film. Se poi sono anche conosciute… Questo aspetto del festival non è in cima ai miei pensieri”. Anche se la presenza delle star potrebbe essere uno dei volani per rilanciare la visibilità del festival. Sul tema Moretti è stato piuttosto tranchant: “Il Torino Film Festival continuerà ad essere se stesso, a parlare al pubblico che ha sempre avuto. Io inviterò a venire tutti coloro che sono appassionati di buon cinema”.
Nel progetto della 25a edizione del Festival stilato dalla Associazione c’è anche il progetto di un laboratorio permanente, destinato al sostegno di sceneggiature e progetti di film, sul modello di analoghe iniziative come quelle legate al festival di Rotterdam, del Sundance Film Festival, la Cinéfondation del festival di Cannes, l’iniziativa Monte Cinema di Locarno, il World Cinema Fund di Berlino. Iniziativa che richiederà comunque uno start up di almeno due anni per garantire negli anni successivi un processo di crescita e consolidamento.







