domenica, Giugno 7, 2026
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“In Treatment: Laura”

Prima settimana - Seconda settimana

Conosciamo Laura: una avvenente anestesista in cura da Paul da circa un anno.
La sua prima seduta è catastrofica. Annuncia di essere segretamente innamorata del suo interlocutore e che tutte le sue azioni sono mirate a sconvolgerlo.

La psicanalisi sul piccolo schermo, fino ad oggi, è stata magistralmente spiegata da Tony Soprano e dalla dottoressa Aida Melfi. A loro erano affidate le incursioni nel dubbio e nel panico del boss stressato. Il loro era un rapporto costruito all’insegna dell’ambiguità: una continua attrazione che li allontanava e conseguentemente li riavvicinava.
Nei Soprano la dottoressa Melfi ha sempre respinto le avances di Tony, cercando di mantenere il rapporto su un piano strettamente professionale.

Laura, la prima paziente, viene introdotta in crisi (I settimana): il suo personaggio è pesantemente truccato, indossa abiti vistosi e attillati in pieno giorno, ha le calze smagliate e le unghie rosso laccate. La sua pettinatura porta i segni di una brutta serata, di un post-sbornia ancora da smaltire, di una relazione che sta andando a rotoli ma nessuno sa perché.
Paul è freddo, abbozza brevi battute che scardinano la sua fragilissima impalcatura.

Il suo rapporto con Andrew (il fidanzato) rappresenta lo scenario ideale dove si muovono tutte le sue ossessioni.
Dopo l’ennesima lite, scatenata dall’ultimatum “o ci sposiamo, o ci lasciamo” (salvo poi scoprire che è lei che l’ha provocato), la frase, ideale per iniziare un matrimonio, la porta fuori di casa. In un bar. Poi nel bagno di quel bar con un tiziaccio troppo prestante e quasi violento.
Il pensiero di Laura? Cosa avrebbe mai pensato Paul.

Nella seconda settimana di terapia, Laura è invece in abiti professionali. Indossa il camice e ha il tesserino dell’ospedale appuntato al bavero.
Non ci sono tracce della necessaria e profonda discesa agli inferi. Il look professionale la rende sana, la rende patologicamente bugiarda.
Pensa di essere felice per il suo futuro matrimonio (, quello nato dall’ultimatum) e non vuole una “seduta negativa”.
Paul le fa la metafora del sub e lei chiosa e insinua che hanno finalmente qualcosa in comune.
Il tentativo di Paul di dire che non si può risalire troppo in fretta, pena lo scoppio dei timpani e polmoni per cattiva compensazione, gli si ritorce contro.

Il rapporto con l’analista è un topos tipicamente americano. Sebbene la serie sia di targa israeliana, si riconoscono nella localizzazione statunitense i tipici tratti che connotano la società stars and stripes.
Non semplice clinico, ma confidente, uomo (o donna) adatto al classico dei transfert: la relazione fortemente emotiva in cui si sprofonda sui cuscini del divano.

In uno studio acquario (l’acqua torna spesso nella scenografia e soprattutto è la cifra stilistica dei titoli di testa), confortevole ma professionale si snodano le vite dei pazienti e, ovviamente, quella del loro terapista. Chi in realtà sta curando l’altro?
Le turbe di chi è in cura sono quelle del curante, amplificate?
E’ un gioco di proporzioni, In Treatment, o più sfumatamente, lo specchio deformante di una società – trasversale e benestante – in netto declino?

Prego, tocca a lei, Alex.

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In Treatment: Laura
I settimana
Diretto da: Rodrigo Garcia
Teleplay: Rodrigo Garcia
Prima tv Usa: 28/01/2008
Prima tv Italia: 21/09/2008 Cult
II settimana
Diretto da: Rodrigo Garcia
Teleplay: Amy Lippman
Prima tv Usa: 29/01/2008
Prima tv Italia: 21/09/2008 Cult