La prima serie italiana HBO Original è dedicata alla drammatica vicenda del presentatore televisivo, e giornalista, Enzo Tortora (Genova, 30 novembre 1928 – Milano, 18 maggio 1988) che fu protagonista di un’insensata odissea giudiziaria, uno dei più grandi errori giudiziari che siano mai stati commessi.

Abbiamo visto in anteprima i 6 episodi (da un’ora ciascuno) diretti da Marco Bellocchio, scritti con Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore, ne siamo usciti con un peso sul cuore, perché ancora oggi è folle quello che successo, e perché la scelta cronologia della narrazione degli eventi è asciutta ed esaustiva, senza fronzoli né esitazioni. Bellocchio e i suoi co-sceneggiatori hanno sviluppato una serie tv in crescendo emotivo che aumenta e coinvolge l’attenzione episodio dopo episodio. La riuscita di questa eccellente serie televisiva va riconosciuta a pari merito al cast, ogni attore ha donato a mani aperte la propria professionalità, bravura!, alla ricostruzione di questa vicenda dando una forza efficace di suggestione.

Portobello. Se la vostra memoria storica risale agli anni 80, non potete non ricordare la trasmissione televisiva Portobello, non fosse altro per il celeberrimo pappagallo presente in ogni puntata, racconta uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani: la vicenda del presentatore televisivo Enzo Tortora, la parabola tragica della caduta di un uomo innocente.

Enzo Tortora è all’apice del successo. Dal ’77 conduce Portobello, trasmissione che raggiunge 28 milioni di spettatori in prima serata, tutti in attesa del concorrente che riuscirà a far parlare il pappagallo, ospite d’onore dello show. Il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, lo nomina Commendatore della Repubblica. Tortora è il re della Tv anni ’80 e il suo programma racconta e conforta il Paese. In quegli stessi anni il terremoto dell’Irpinia dà l’ultima scossa agli equilibri già fragili della Nuova Camorra Organizzata. Giovanni Pandico, uomo di fiducia del boss Raffaele Cutoloe spettatore assiduo di Portobello dalla sua cella, decide di pentirsi. Interrogato dai giudici fa un nome inatteso: Enzo Tortora. Quando il 17 giugno 1983 i carabinieri bussano alla sua stanza d’albergo Tortora pensa a un errore.
Ma è solo l’inizio di un’odissea che lo trascinerà dalla vetta al baratro. La stampa era già avvisata, fotografi compresi, prima ancora dell’interessato.

“Enzo Tortora era antipatico a una potente classe intellettuale – spiega Bellocchio – che vedeva con disprezzo e grande invidia questa sua enorme popolarità, di un liberale che non veniva dal popolo e che era un borghese molto presuntuoso. Il fatto poi che non avesse padrini, non era protetto né dalla D.C. né dal P.C.I., le due grandi chiese di allora, non appartenesse a logge massoniche, era laico e perciò anche la Chiesa diffidava di lui, insomma non godeva di nessuna protezione, lo danneggiò. Lo condannò. Tortora alla fine viene assolto anche se per ingiustizia morirà. Resta il mistero della cecità di certi giudici oltre ogni umana immaginazione. E la perseveranza nel loro errore”.

EPISODIO 1
Mentre Enzo Tortora sta raggiungendo le più alte vette del successo, il terremoto dell’Irpinia del
1980 rompe gli equilibri già fragili della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Il suo uomo
di fiducia, Giovanni Pandico, lasciato solo e spaventato dalle morti nel clan, decide di collaborare
con la giustizia e, interrogato dai giudici, fa il nome di Enzo Tortora.


EPISODIO 2
Il 17 giugno del 1983 Enzo Tortora viene arrestato con gravi accuse di appartenenza alla camorra e
traffico di droga. Esposto alla stampa con le manette ai polsi, è trascinato in carcere a Regina Coeli.
Ogni goccia di speranza evapora giorno dopo giorno mentre dalla sua cella Enzo assiste, impotente
e solo, al crescere delle accuse e all’accanimento di stampa e opinione pubblica.


EPISODIO 3
Mentre il giudice Fontana studia attentamente le carte di quello che si appresta ad essere il primo
grande processo contro la Camorra, Enzo Tortora attraversa l’Italia in un lungo e logorante viaggio
verso il trasferimento al carcere di Bergamo. Sulla stampa nazionale compaiono i primi isolati segni
di solidarietà, ma Enzo perde giorno dopo giorno salute e fiducia.

EPISODIO 4
Enzo ottiene la concessione degli arresti domiciliari e torna casa ma è depresso, malato e stanco.
Mentre montano le accuse e si avvicendano gli accusatori, nell’attesa di sapere se sarà rinviato a
giudizio, riceve una telefonata inattesa da Marco Pannella che gli propone di candidarsi alle elezioni
europee nelle fila del Partito Radicale. Il 17 giugno 1984 Enzo Tortora viene eletto
europarlamentare.


EPISODIO 5
A Napoli si accendono le luci dell’aula bunker per il primo maxiprocesso in assoluto della storia
italiana con oltre 700 imputati. Enzo Tortora è uno di loro, sicuramente il più famoso, l’elemento
che accende i riflettori su un’operazione memorabile per la giustizia italiana. Enzo è convinto di
poter dimostrare la propria innocenza in aula ma ogni tentativo sarà vano nel teatro dell’assurdo
messo in scena dai suoi accusatori. Il 17 settembre 1985, il Tribunale di Napoli condanna Enzo
Tortora a dieci anni di reclusione, a una multa e all’interdizione dai pubblici uffici.

EPISODIO 6
Il processo di secondo grado è assegnato a un nuovo giudice che, passato il clamore mediatico, ha il
tempo di ricostruire, ordinare e fare luce. In aula i pentiti vengono messi a confronto, si
contraddicono, la loro credibilità si sbriciola e le accuse iniziano a vacillare. Enzo assiste senza
aspettative al capitolo finale della vicenda che lo ha consumato travolgendo irrimediabilmente la
sua vita. Il 15 settembre 1986, la Corte d’Appello di Napoli assolve Enzo Tortora con formula piena.


La fotografia è di Francesco Di Giacomo, la scenografia di Andrea Castorina, i costumi di Daria Calvelli, il montaggio di Francesca Calvelli, le musiche di Teho Teardo.

La serie è una produzione OUR FILMS, società del gruppo Mediawan, e KAVAC FILM, in coproduzione
con ARTE France ed in collaborazione con Rai Fiction e The Apartment Pictures, una società del
gruppo Fremantle. È prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Our Films e da Simone Gattoni per
Kavac Film.

Portobello debutterà il 20 febbraio 2026 su HBO Max, dove sarà disponibile a livello globale, compresi i
prossimi mercati di lancio Italia e Regno Unito, esclusi Francia e Germania.