JAY DUPLASS E JOHN C. REILLY PRESENTANO “CYRUS” A LOCARNO

Incontro con il regista e l'attore

Durante il 63° Festival del Film di Locarno uno dei registi e l’attore protagonista di Cyrus hanno incontrato i giornalisti per parlare del loro nuovo film. I due hanno risposto prontamente alle numerose domande di giornalisti provenienti da ogni parte d’Europa.

Anche in Italia abbiamo il problema di figli molto grandi che vivono ancora in famiglia a causa di motivi economici e non affettivi. Come è nata dunque l’idea di questa relazione madre-figlio alla base del film?

Jay Duplass: Volevamo un triangolo amoroso e abbiamo pensato che potesse essere interessante avere come rivale di John un bambino. Volevamo anche un plot che avesse molti conflitti e momenti di humour.

Prima delle riprese avete fatto svariate prove nonostante le tecniche di improvvisazione utilizzate nel film?

Reilly: Mark e Jay hanno insistito perchè arrivassimo freschi al film e non volevano prove. Ci hanno detto di seguire il nostro istinto e questo ha dato al film una freschezza e una spontaneità incredibili. È poi stato molto bello interpretare una persona che ha la mia età e la mia esperienza. In Cyrus ci è stato chiesto di essere onesti ed evitare parti scomode.

J. Duplass: Volevamo che le relazioni alla base della trama si sviluppassero come nella realtà.

Come mai è piaciuto così tanto questo ruolo a John C. Reilly?

Reilly: Una delle attrattive più grandi era quella di lavorare con i fratelli Duplass. Mia moglie, che è una produttrice indipendente, me li aveva consigliati per il loro stile fondato sull’improvvisazione. Loro hanno poi scritto la sceneggiatura di Cyrus per me e mi hanno detto che se non mi andava bene potevamo tranquillamente lavorare su qualcos’altro. A questo punto non potevo non accettare!

Come lavorano i fratelli Duplass?

J. Duplass: Noi vogliamo sempre incoraggiare un’interpretazione naturale nel film. Quando succede così l’energia si accumula e si può interagire continuamente con l’altro condividendo il proprio lavoro. Dopo ogni scena discutevamo, ci aiutava a rimanere collegati tra noi e connessi con gli attori. Quando si lavora insieme bisogna liberarsi dall’ego. Non è questione di ciò che si desidera, ma di ciò che è bene per il film.

Reilly: Di solito quando due fratelli dirigono un unico film, uno si occupa più del lato tecnico e l’altro è più creativo. Loro invece non sono così: si poteva discutere di qualsiasi argomento con tutti e due.

Negli Stati Uniti il film va bene al botteghino. Cosa ne pensate?

J. Duplass: Vorremmo che il film (ridendo) incassasse 100 milioni di dollari, ma siamo contenti comunque. È quasi incredibile come siamo riusciti a realizzare il film con pochi soldi e credo che continuiamo così lo ripagheremo completamente. Normalmente non badiamo all’elemento economico più che a quello artistico o viceversa. Cerchiamo di fare del nostro meglio e di realizzare il miglior prodotto artistico con il budget più basso, in modo da avere la possibilità di girare un altro film successivamente.

Reilly: Sono contento che la gente venga ripagata quando si assume un rischio!

Cyrus è stato distribuito in vari stati, negli USA, in momenti diversi? Come è stato recepito il film?

Reilly: Per un film drammatico e buffo come Cyrus è necessario si crei un certo passaparola perchè non è facile mostrare un film del genere al grande pubblico. Sono contento che la produzione l’abbia venduto nel modo più appropriato.

Cosa pensa del fatto che il Festival del Cinema di Locarno non sia così «glamour»?

Reilly: Penso che è vero!! Guardate questa stanza, vi sembra glamour? Scherzo, però è molto apprezzabile questo clima rilassato e tranquillo. Un po’ come Cannes 40 anni fa. Forse è Cannes che dovrebbe essere più così e meno glamour.

Foto a cura di Andrea Guetta © NonSoloCinema.com – Andrea Guetta