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“L’ULTIMO TIZIANO E LA SENSUALITA’ DELLA PITTURA”

Gli ultimi capolavori del maestro alle Gallerie dell'Accademia di Venezia

Tiziano muore nel 1576 ultraottantenne nel violento infuriare della peste. Dipinge fino all’ultimo , dimostrando una maturità artistica e umana quale solo un genio come lui poteva raggiungere. Le Gallerie dell’Accademia a Venezia presentano 28 capolavori della maturità prestati dai principali musei del mondo, specie dal Kunst historische di Vienna, datati dal 1550 al 1576, visibili fino al 20 di aprile.

Il percorso espositivo si articola in tre sezioni la prima dedicata ai ritratti, la seconda ai temi profani, la terza ai soggetti sacri. Già il titolo esplicita il filo conduttore di questo percorso cioè la straordinaria miscela di profonda spiritualità e al contempo di sensualità che caratterizza questo ultimo periodo creativo del grande “pictor optimus” cui anche gli imperatori si inchinavano per raccogliere il pennello cadutogli mentre li ritraeva. Non è però la sensualità di un Cagnacci o di un Furini prorompente dalla natura stessa delle figure dipinte, Maddalene, Cleopatre, Giuditte ;la sensualità del Tiziano nasce dalla nuova tecnica pittorica , dalla pennellata larga e fluida che si dilata con toni di un modernismo anticipatore .

In questa fase finale Tiziano abbandona la ricerca della pittura di stampo umanistico per la quale dipingere non significa raccontare storie, ma ricerca di un rapporto con la natura. Ora nella tarda maturità dipinge ritratti, allegorie, miti, racconti grandiosi con il colore che pare sciogliersi nello spazio. Figure spesso enigmatiche come la “Ninfa e il pastore”, visto da alcuni critici come tema pastorale, mentre altri vi vedono una allegoria dei sensi. Affascinato nei suoi ultimi anni dal senso del tragico nella poetica aristotelica, non esita ad attingere dalle “Metamorfosi “ di Ovidio il tema del “Supplizio di Marsia” descritto dal poeta in modo truculento e dal pittore riprodotto con toni smorzati, quasi cupi, per rendere ancora più realistico il tragico supplizio.

Nei soggetti sacri come “Ecce Homo” proveniente da Dublino, l’imago pietatis del Cristo sofferente, umiliato, indifeso Agnello divino, l’iconografia è ispirata rigorosamente ai racconti evangelici: sullo sfondo neutro si staglia la figura dolente del Cristo, forte di una espressività lacerante, che pochi tratti coloristici delineano con rilevanza quasi scultorea. Unico splendore la luce divina che irradia dalla figura, drammatica icona del sacrificio e del dono di sé.
Mostra di capolavori. Emozionanti nella loro potenza estetica e nel messaggio morale che trasmettono.

“L’ULTIMO TIZIANO E LA SENSUALITA’ DELLA PITTURA”
Gallerie dell’Accademia
Campo della Carità Dorsoduro n.1050 – Venezia
26 gennaio – 20 aprile 2008
A cura di Silvia Ferino Pagden, Giovanna Scirè Nepi
Catalogo Marsilio Editori
Orari Martedì – domenica 8.15 – 19.15 , Lunedì 8.15-14.00
www.gallerieaccademia.org
Info e prenotazioni 041.5200345 – 199.199.100, dal lunedì al venerdì 9.00-18.00, il sabato 9.00-14.00
Biglietti intero € 10,00, ridotto € 7,00 per i visitatori tra 18 e 25 anni, gratuito per i minori di 18 o maggiori di 65 anni
Ufficio stampa:
– Electa: Enrica Steffenini, 02-21563433, e-mail elestamp@mondadori.it
– Civita Barbara Izzo, tel. 06 692050220 cell. 348-8535647 e-mail izzo@civita.it