“L’UOMO FIAMMIFERO” DI MARCO CHIARINI

Stop (e)motion

«Qualsiasi desiderio si avvera se vedi l’Uomo Fiammifero». Questo è ciò che dice Simone nell’estate del 1982. Simone è un bambino che abita nella campagna teramese con il padre. La madre è morta da un anno, ma in lui rimane ancora il ricordo della sua presenza. Circondato da molti amici immaginari, vive ogni giornata estiva come un’avventura. Simone vuole vedere l’Uomo Fiammifero per esprimere un desiderio importante.

Marco Chiarini, classe ’74, realizza con L’uomo fiammifero il suo primo film. La produzione del lungometraggio comincia con la pubblicazione di un libro con i disegni che sarebbero stati da spunto per il film. Con i soldi raccolti dalla vendita del volume viene girata quest’opera geniale che mette oggi in luce tutta la vivacità del cinema italiano indipendente. Dopo tre anni di postproduzione, il film viene distribuito tramite il pubblico stesso, grazie al metodo della Social Distribution. Lo spettatore, a cui è piaciuto, lo propone al proprietario di un cinema, concorda un minimo di 5 proiezioni e guadagna il 7% degli incassi.

Chiarini ne L’uomo fiammifero ricostruisce la psicologia infantile di Simone mettendo in scena le sue paure, i suoi desideri, le sue emozioni in un mondo immaginario in cui sogno e realtà si compenetrano reciprocamente. Le sequenze realistiche sono spesso alternate ad animazioni di personaggi ed oggetti disegnati. Per sviluppare queste ultime è stata utilizzata la tecnica dello stop motion. Effetto speciale semplice e poco dispendioso che però accresce la poeticità del film. Il mondo reale accoglie i pensieri del piccolo Simone e trascina lo spettatore in uno stream of immagination interno alla mente del protagonista.

La trama affascina per la profondità dei personaggi, ma è altresì ricca di un più complesso tessuto metaforico. I personaggi immaginari sono infatti lo specchio dei desideri e dei sentimenti di Simone: Giulio Buio, che non ha paura del buio, ma solo della propria madre che l’ha abbandonato sotto il letto di Simone, dove ora vive, è la personificazione dei timori del protagonista (le paure un tempo alleviate dalla madre); Ocram, che è nato vecchio e dopo 87 anni è diventato bambino, è il riflesso della sua volontà di ritorno al passato.

La ricerca dell’Uomo Fiammifero si trasforma nella ricerca di quel passato che Simone rielabora nei ricordi. Alla fine del film il bambino non vede l’Uomo Fiammifero e non può chiedergli di ricongiungersi con la madre. Viene invece inquadrato Simone mentre chiude gli occhi: continua a sognare come ha sempre fatto, affronta la vita futura con la forza dell’immaginazione.

Un’opera delicata e indimenticabile che ritrasforma gli adulti in bambini. Simone è un po’ come Il fanciullino di cui scriveva Pascoli. Sempre presente in ognuno di noi «egli è quello che ha paura del buio , perchè al buio vede o crede di vedere; quello che alla luce sogna o crede di sognare; quello che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle; che popola l’ombra di fantasmi e il cielo degli dei».

Titolo originale: L’uomo fiammifero
Nazione: Italia
Anno: 2009
Genere: Commedia
Durata: 81′
Regia: Marco Chiarini
Sito ufficiale: www.uomofiammifero.it
Cast: Francesco Pannofino, Marco Leonzi, Greta Castagna, Davide Curioso, Tania Innamorati, Matteo Lupi, Anastasia Di Giuseppe, Daniele De Fabiis, Armando Castagna, Giuseppe Mattu, Franco Di Sante, Daniele Irto
Produzione: Cineforum Teramo
Distribuzione: Social Distribution
Data di uscita: 19 Febbraio 2010 (cinema)