“LE UTLIME 56 ORE” DI CLAUDIO FRAGASSO

Tanto chiasso, ma poco coraggio per denunciare vicende tragiche

Il Colonnello Moresco (Gianmarco Tognazzi) è un Ufficiale con forte senso del dovere, integerrimo nel lavoro noto per la sua grande umanità. Un grande stratega nelle missioni di guerra, forte indagatore dell’animo altrui, difficile nascondergli qualcosa. Moresco a causa di gravi scoperte che lo riguardano, insieme ai suoi uomini, impronta una missione segreta, denominata “Operazione 12 Apostoli”, la zona dell’operazione è legata ad un ospedale, dove lavora una sua amica, la dottoressa Sara Ferri (Barbora Bobulova), moglie di un parigrado, nonché amico fraterno che lo ha affiancato in tutte le campagne, come in quella dove è rimasto ferito, nel 1994, in Kosovo.

Paolo Manfredi (Luca Lionello) è un Vice Questore aggiunto; è un “Negoziatore”, esperto psicologo, oltre che astuto poliziotto, abituato a risolvere casi estremi, dove più che la forza serve l’intelligenza e l’esperienza, per sondare e scavare nell’animo dei criminali convincendoli alla resa. Ma è proprio il suo lavoro ad aver incrinato il rapporto con la moglie Isabella (Simona Borioni). Mentre il rapporto con la figlia adolescente Valentina (Nicole Murgia, la Cristina di Tutti pazzi per amore)) è sincero e limpido.

In parallelo alle vicissitudini della famiglia Manfredi, si snodano quelle del Colonnello Moresco e dei suoi uomini. Da qui in poi si sviluppa un intreccio di coincidenze che andranno a trasformare la storia in un giallo. Come l’incontro scontro tra due uomini forti e motivati. Il Vice Questore Manfredi e Il Colonnello Moresco.

La sindrome dei balcani (la guerra del Kosovo) ha anche un altro nome: leucemia.
Ma c’è un nesso fra la malattia e i famigerati effetti dell’uranio impoverito (usato prevalentemente nelle munizioni)?
E’ questo il motivo che ha spinto diverse associazioni di militari a chiedere ufficialmente che venisse chiarita una volta per tutte la connessione fra quelle tanti tragiche morti e l’esposizione all’uranio impoverito. Ma niente da fare. Le commissioni scientifiche, riunitesi allo scopo di capire quale nesso potesse esserci, hanno sempre negato. Per fortuna però la Dottoressa Gatti, una straordinaria esperta in materia, ha sconfessato tutti i risultati, dimostrando scientificamente quello che temevamo tutti.

Il sodalizio tra il regista e la sceneggiatrice, rispettivamente Claudio Fragasso e Rossella Druidi, coppia anche nella vita, ha dato vita a una serie di film di genere, tra horror e azione, come Palermo Milano solo andata, Milano Palermo il ritorno, Teste rasate, Oltre il buio (conosciuto dal pubblico come La casa 5).
Con Le ultime 56 ore (opera che apre il MIFF 2010) hanno voluto dare voce a una drammaticità umana sottaciuta da sviamenti e omertà. Il silenzio che è stato costruito intorno alle morti per uranio impoverito si fa in quest’opera denuncia.
Le ultime 56 ore è anche un film di genere, volutamente inteso e reso dal regista come un melò, un omaggio appassionato a un certo cinema italiano degli anni Settanta.

Troppe cose, troppe volontà di azione ed espressione, di sentimento e grida.
Va senz’altro riconosciuta l’intenzione di denuncia su un argomento scomodo e violento, sul quale, senza scendere nella retorica, è sufficiente dire che non se ne parla mai a sufficienza.
Il film, dice la Drudi, è stato pensato verso un pubblico giovane, adattato a catturare l’attenzione di una fascia teen, ma anche che per destare allarme nei confronti degli adulti.

Ma nonostante l’eccellente bravura degli attori, questo non basta. Il dramma espresso dai volti disperati e dai gesti empatici di Tognazzi e Lionello, che dimostrano un talento attoriale innato, non è sufficiente a tenere le fila di un film di genere interessante, ma che non affonda il colpo.
La denuncia c’è, ma è talmente costruita su situazioni paradossali (dall’assalto al pullman, alla situazione di crisi gestita alla rinfusa, dove tutti prendono ordini da tutti), che ne fanno scordare non solo il motivo, ma soprattutto l’entità contro cui è rivolta.
Quel voler fare troppo, di cui si parlava, va a scapito di un’opera che parte con sviluppi interessanti, ma, poi, per seguire l’onda e rievocare i film di genere del passato, perde i suoi presupposti fondamentali, rischiando di scivolare nel superfluo chiassoso.
Le ultime 56 ore manca di coraggio. D’accordo, non era intenzione di Fragasso dirigiere un’opera inchiesta, ma ce ne sarebbe stato bisogno.

Titolo originale: Le ultime 56 ore
Nazione: Italia
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 107′
Regia: Claudio Fragasso

Cast: Gianmarco Tognazzi, Luca Lionello, Barbora Bobulova, Simona Borioni, Nicole Murgia, Primo Reggiani, David Coco, Luigi Maria Burruano, Francesco Venditti, Libero De Rienzo
Produzione: Heles Film Productions
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 07 Maggio 2010 (cinema)