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LUCIDITA’ INQUIETA – IL CINEMA DI ELIO PETRI

Passione e vita di un cineasta scomodo

Fino al 4 novembre 2007 il Museo Nazionale del Cinema di Torino rende omaggio ad un grande e trascurato regista italiano: una mostra fotografica e una retrospettiva ne ripercorrono il tragitto artistico, caratterizzato da una personale passione civile.

Per venticinque anni la figura di Elio Petri – nato nel 1929 e morto a soli 53 anni di cancro nel 1982 – è stata, se non dimenticata, trascurata.
Sceneggiatore, regista “popolare”, vincitore dell’Oscar 1971 per il miglior film straniero con Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Elio Petri, pur essendo un regista di grande successo in Italia e all’estero, fu pesantemente attaccato dalla critica e giudicato più per le sue idee politiche – spesso non riconducibili a schemi – che non per il valore intrinseco e civile dei suoi film.

Dopo il documentario presentato nelle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia del 2005 Elio Petri. Appunti su un autore, realizzato da Federico Bacci, Stefano Leone e Nicola Guarnieri, anche il Museo del Cinema di Torino rende omaggio al regista italiano con un mostra fotografica, inaugurata il 14 settembre, che proseguirà fino al 4 novembre 2007.
Il materiale esposto è parte dell’archivio fotografico e cartaceo donato al Museo dalla moglie del cineasta, Paola Pegoraro Petri.

Come è ormai consuetudine per le mostre fotografiche organizzate al Museo del Cinema, 90 foto di scena e di set – alcune inedite – e riproduzioni di documenti, si suddividono tra l’Aula del Tempio e la cancellata esterna della Mole Antonelliana. Le immagini e gli scritti ripercorrono la vita artistica di Petri, il suo modo di lavorare, i rapporti con gli attori, delineando il profilo di una persona diretta e sincera, poco incline al compromesso.
A completamento della Mostra, il Cinema Massimo presenta, fino al 27 settembre, una personale completa dei film di Petri, inaugurata il 13 settembre con La classe operaia va in Paradiso.

La “Lucidità inquieta” di Elio Petri è anche in un volume, pubblicato dal Museo nazionale del Cinema di Torino (156 pagg. 18 Euro).
Vale la pena di leggere la “non-presentazione” della moglie Paola: un intenso e affettuoso ritratto che meglio di molte illustri parole definisce l’uomo, prima che il regista.

(L’immagine ritrae Ombretta Colli, Giancarlo Giannini e Elio Petri sul set di Buone Notizie (1979) – Foto di Antonio Benetti)

LUCIDITA’ INQUIETA. IL CINEMA DI ELIO PETRI
Museo Nazionale del Cinema di Torino
Via Montebello 20 – Torino
www.museocinema.it