“La volpe e la bambina” di Luc Jacquet

Un documentario dal sapore di fiaba d’altri tempi

Una mattina d’autunno, percorrendo i sentieri del bosco, una bambina incontra una volpe selvatica. L’incontro fortuito getterà le basi per un’amicizia che cambierà il corso della sua vita.

Non una semplice favola, molto più di un documentario. La volpe e la bambina riesce a coinvolgere profondamente lo spettatore, che rimane rapito dalle immagini di una natura così incontaminata e vitale da sembrare frutto di artifici grafici.
Difficile capire quanto si debba ai soggetti ripresi e quanto alla sensibilità del regista: in ogni caso, il nuovo film del francese Luc Jacquet (La marcia dei pinguini) arriva diretto al cuore. Il merito va indubbiamente anche al messaggio de La volpe e la bambina, che senza inutile retorica invita lo spettatore a guardare alla natura come a un suo pari. Non la si può sottomettere senza snaturarne il valore o, peggio, annientarla. Solo l’uomo che rispetterà le sue regole e i suoi tempi scoprirà un mondo di silenzi, spazi talmente immensi da lasciare senza fiato e creature crudeli, dolci e poetiche al tempo stesso. Un po’ come la volpe protagonista del film, splendida e fuggevole guida della bambina, madre affettuosissima dei suoi cuccioli, preda ma anche cacciatrice di ratti e piccoli animali.

Non serve andare nel lontano e gelido Mare Antartico immortalato ne La marcia dei pinguini. La volpe e la bambina rimanda a una natura splendida, solenne eppure accessibile, vicina a noi. Il film è stato infatti girato tra Francia, Romania e Italia (per la precisione nel Parco Nazionale d’Abruzzo): splendide location colte nel susseguirsi delle stagioni.
La protagonista del film, impersonata dalla giovane Bertille Noel Bruneau, è una ragazzina d’altri tempi: niente videogiochi o televisione nella sua vita, ma giornate trascorse all’aria aperta, alla scoperta – al limite dell’autolesionismo – di ambienti incontaminati, a volte ostili, a volte protettivi, a volte minacciosi e a volte incantevoli, in ogni caso disposti a svelarsi in tutta la loro bellezza solo agli occhi più pazienti e attenti.

Splendida la fotografia affidata a Eric Rognard, capace di valorizzare le sequenze in presa diretta di una natura insolita e anche per questo emozionante. Tra le scene particolarmente degne di nota la fuga sulle nevi della volpe inseguita dalla lince affamata e la poetica danza-lotta delle volpi che si stagliano su una luminosissima luna piena. Unico neo del film il doppiaggio italiano, non perfettamente sincronizzato al labiale in alcuni momenti, troppo poco spontaneo in altri. Non ottimale il timbro e la recitazione della riconoscibilissima Ambra Angiolini, voce narrante della protagonista divenuta adulta, sovente l’unico elemento umano nelle splendide scene di vita del bosco.
Nel film animali addomesticati si alternano a volpi riprese nel loro habitat naturale. Il loro responsabile, Pascal Treguy, ha spiegato: “Quando Luc mi ha illustrato il progetto ne sono rimasto sedotto. Tutta la fauna europea sarebbe comparsa nel suo film. Mi attraeva mettere davanti alla cinepresa gli animali che ci sono vicini, ma che raramente vediamo in natura”.
Riprendendo una frase che ormai compare – giustamente – anche a conclusione di uno spot pubblicitario, “nessun animale è stato maltrattato nel corso del film”. Si può stare tranquilli: a garantirlo è la “Fondation 30 Millions d’Amis”, la fondazione francese che lotta contro ogni forma di crudeltà sugli animali.

Titolo originale: Le renard et l’enfant
Nazione: Francia
Anno: 2007
Genere: Drammatico, Famiglia
Durata: 91′
Regia: Luc Jacquet
Sito ufficiale: www.lerenardetlenfant.com
Cast: Bertille Noël-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas Laliberté, Ambra Angiolini (voce narratrice)
Produzione: Bonne Pioche Productions, France 3 Cinéma
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 21 Marzo 2008 (cinema)