Presentato in anteprima a Roma, lo scorso novembre, “Love + Hate” è il primo lavoro del regista esordiente Dominic Savage. Il film è stato proposto all’interno di “Tertio Millennio”, Festival sul Cinema Spirituale organizzato dall’Ente dello Spettacolo per rivelare sullo schermo narrazioni, testimonianze e denunce che parlino di fede e conflitti, amore e discriminazioni ambientate in posti a volte così vicini a noi da diventare invisibili.
Il regista pone al centro della vicenda Naseema e Adam. Il loro amore. In contrasto con le convenzioni religiose di culture e famiglie estremamente lontane. Tra asiatici e occidentali ancora, in epoca moderna, un rapporto inconciliabile. Un amore ingenuo e innocente nonostante ciò si innalza su tutto: ad abbattere quelle costrizioni e quei principi che per troppo tempo ha imposto la Fede. Teatro delle rivalità è una piccola città del Nord dell’Inghilterra. Un luogo non specificato, per mantenere l’attenzione lontana da particolari irrilevanti. Perché è di amore che si parla. E di odio, spiega il regista.
Gli intenti alla base del film ci sono, sicuramente. E sono buoni. La trasposizione cinematografica di un tema oggi e da sempre così vivo però non è semplice. E scadere nel banale è un errore che in troppi non riescono ad evitare.
Il fratello di Naseema, Yousif, è un personaggio carico di rabbia. Savage pone anche lui a dover fare i conti con un sentimento in contrasto con i “suoi” antichi principi. E allora a che vale seguire un culto e avere una fede se poi diventa ostacolo? Nel contesto delle atmosfere affettuose di una famiglia musulmana e quelle avvolte nell’oscurità di notti s-vendute, si delineano le tensioni e i rigidi schemi di oppressioni culturali e religiose.
Dominic Savage pone con insistenza dubbi di fronte ai suoi personaggi. Li riprende dall’alto. Vuole offrire allo spettatore la loro espressività, con dei primi piani ultra-ravvicinati. Volti che vanno ad occupare tutta la scena, saturandola nel caso di Naseema con una bellezza insolita e naturale. Lasciandola in altri vuota ed inespressiva.
In un momento della storia dell’umanità troppo impregnata di sentimenti razzisti e antireligiosi, il film cerca con coraggio di scalfire tutto questo insensato ed inutile Odio, gettandovi sopra Amore. Agli attori: la massima libertà di interpretazione. Lo scopo: far scaturire da ognuno un linguaggio che sia proprio del personaggio che interpreta. L’espediente non riesce tuttavia a rendere il film più reale e credibile. Forse la casualità che intreccia le varie vicende è in eccesso. E il film alla fine non lascia che una sensazione di mediocrità di fronte ad un impossibile superamento di quella rabbia e violenza, così gratuite e a volte inutili. Le musiche di Ian Brown, di Steven Fretwell e di Snow Patron Keane crescono di intensità in quei momenti in cui le scene “dovrebbero” emozionare. Ma Love + Hate rimane soltanto un esperimento senza nome all’interno del panorama del cinema inglese. La ricerca, anche se intima, di un regista che vuole mostrare rapporti vissuti in situazioni estreme dalle quali, purtroppo, non trapela fino in fondo quella drammaticità che può chiamarsi emozione.
Titolo originale: Love + Hate
Nazione: Gran Bretagna, Irlanda
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 83′
Regia: Dominic Savage
Sito ufficiale: www.bbc.co.uk/bbcfilms/…
Sito italiano: www.loveandhate.it
Cast: Miriam Ali, Dean Andrews, Samina Awan, Nichola Burley, Shaida Chaudhury, Tom Hudson
Produzione: Neris Thomas
Distribuzione: Istituto Luce
Data di uscita: 26 Gennaio 2007 (cinema)






