sabato, Agosto 1, 2026
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“Oh Boy, un caffè a Berlino” di Jan Ole Gerster

Ritratto di una città unica

Un ritratto d’autore nel cuore di Berlino, uno sguardo leggero e profondo rivolto a quella giovane generazione che sfugge a crisi e ossessioni di sviluppo fino a sentirsi estranea al proprio paese. Una generazione che sembrava sfuggire anche a qualsiasi rappresentazione cinematografica, almeno fino ad ora.

Il giovane Niko girovaga per le strade di Berlino alla vana ricerca di un caffè. Per ventiquattro ore, tra incontri casuali spesso negativi, lo seguiamo nella sua vita quotidiana e in tutta la sua inerzia esistenziale, riuscendo a condividere con lui la sua estraneità verso il mondo che lo circonda.

Con una fotografia d’autore in bianco e nero il regista Jan Ole Gerster, alla sua opera prima, si identifica immediatamente con uno stile cinematografico passato alla storia per aver saputo ritrarre una intera generazione, la Nouvelle Vague. Questo riferimento stilistico non sembra avere nulla di casuale: Oh Boy, come d’altronde tutto il cinema di Truffaut e compagni, non è un semplice ritratto. Oltre la menzionata fotografia, tutta la tecnica messa in atto da Gerster fa di questo film un vero e proprio tentativo di superare il limite artistico della rappresentazione entrando direttamente nell’animo del suo protagonista fino a rendere estraneo allo spettatore tutto ciò che lo circonda, così come appare estraneo a lui stesso.

È il ritratto di una generazione: il protagonista è un giovane disincantato che non fugge da niente e niente si attende dalla vita, un borghese incosciente di essere tale che dà l’inequivocabile impressione di vivere una vita vuota di qualsiasi speranza, se a guardarlo non si riesca ad immedesimarsi nel suo stesso sguardo e vedere il mondo attraverso di esso. È solo una sospirante estraneità a spingerlo nel mondo, unica nel suo genere, apparentemente irrintracciabile nella storia, ma che nel proprio destino trova la sua somiglianza ad ogni altra generazione passata: cercare una propria identità, un posto nel mondo.

Una raffinatissima colonna sonora commenta con il proprio jazz i volti e le situazioni paradossalmente reali di una Berlino che si trasforma a tratti nella Manhattan di Woody Allen: lo spettatore resta spesso senza parole con un mezzo sorriso sulle labbra per un’ironia che lo spiazza impedendogli di coglierne l’effettiva origine, se provenga da una generazione sconosciuta o da una cultura estranea come quella tedesca.

La storia del cinema ci ha da sempre insegnato un ritorno del simile più che dell’uguale e Oh Boy riesce a confermarlo: un intercedersi di generazioni che passano dalla Nouvelle Vague a Noi Ragazzi Dello Zoo Di Berlino non sembra aver esaurito il racconto complessivo di ogni generazione, almeno non riesce affatto a inglobare in sé anche questa: nuova, inedita, figlia dei suoi tempi, della crisi economica e dello stallo europeo, caratterizzata da una indifferenza senza rimpianti verso la sfera politica e sociale. È di fronte al proprio protagonista senza speranze e alla sua generazione, che il regista sembra concedere loro un barlume di illusione mettendoli in continuità con le generazioni passate, con il loro destino, in un finale che rintraccia il senso di ogni azione compiuta e lo inserisce all’interno di una identità, di una coscienza, creando loro faticosamente un posto nel mondo.

Oh Boy è così una vera e propria perla autoriale, equilibrata e stilisticamente perfetta nel mostrare una intera generazione nascosta, come un’eccezione che non riesce a spiegarsi a parole, sommersa nel quotidiano combattimento economico e occupazionale di un’Europa in piena crisi, guidata proprio da questa Germania, da questa Berlino che qui sembra meravigliosamente prendere fiato ed estraniarsi, come il suo protagonista, come una intera generazione.

Titolo originale: Oh Boy, un caffè a Berlino
Nazione: Germania
Anno: 2012
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 83′
Regia: Jan Ole Gerster

Cast: Tom Schilling, Friederike Kempter, Marc Hosemann, Katharina Schüttler, Justus von Dohnányi, Andreas Schröders, Arnd Klawitter, Martin Brambach, Frederick Lau, Ulrich Noethen, Michael Gwisdek
Produzione: Schiwago Film GmbH
Distribuzione: Academy 2
Data di uscita: 24 Ottobre 2013 (cinema)