“Parada” di Sđrjan Dragojević

Premio del pubblico della 27a edizione del Torino GLBT Film Festival "Da Sodoma a Hollywood"

Ironico e tragico, surreale e documentario, eccessivo e essenziale: queste solo alcune delle caratteristiche estreme di questo lungometraggio che ha guadagnato il premio del pubblico della 27a edizione del Torino GLBT Film Festival “Da Sodoma a Hollywood”.
Nel 2009 a Belgrado si svolse il primo Gay Pride di Serbia dopo la guerra civile. Alcune migliaia di oppositori distrussero la città e si scontrarono con altrettante migliaia di poliziotti che avrebbero dovuto difendere quelle poche centinaia di omosessuali che osarono sfidare pregiudizi ancestrali, un machismo esasperato, la violenza degli neofascisti, il perbenismo ortodosso e tanti altri tabù. Tra coloro che osarono manifestare il proprio orgoglio molti furono i feriti.

Il film è il racconto di questa sfilata ma anche un affresco attentissimo ai dettagli e acutamente ironico di quel crogiuolo multietnico e multiforme che sono i Balcani dopo lo sfascio della Yugoslavia, che prende di mira con infiniti episodi comicissimi, con una capacità straordinaria di cogliere nel segno i cliché e le manie anche degli stessi omosessuali con autoironia, come nell’elenco degli insulti più diffusi nei Balcani, dove c’è però un insulto che è ugualmente diffuso presso tutti i gruppi etnici: “frocio”.

Radmilo è un veterinario e vive la sua omosessualità in modo molto riservato. È da lui che arriva trafelato Lemon, un sanguinario soldataccio di mille guerre civili, che gli ordina, pena la morte, di salvare il suo pit bull colpito dai proiettili di una gang avversaria. Mirko, compagno di Radmilo, attivista omosessuale e laureato in arte drammatica, per vivere si adatta a organizzare matrimoni. La cliente del momento è Perla, la futura moglie proprio di Lemon, una di quelle arricchite esibizioniste, ma affascinata dall’intelligenza, dal buon gusto, dai modi garbati e misurati di Mirko.

Capita così che i quattro si incontrino e dopo gli inevitabili scontri iniziali, riescano a trovare un interessante compromesso. Lemon, difenderà il gay pride che Mirko sta organizzando. È una sfida autenticamente suicida per il numero esorbitante degli agguerriti oppositori, ma anche una sfida contro le regole di una società chiusa e conservatrice. Infatti Lemon dovrà percorrere un lungo e caleidoscopico itinerario tra Croazia, Montenegro, Bosnia e Kosovo per reclutare persone che abbiano con lui, boss di un tempo, un debito tanto grande da accettare di difendere l’unica minoranza odiata da tutte le minoranze.

“Essere disposti a fare qualunque cosa per qualcuno: è questo che conta, non se sei gay o altro”. Così dice il feroce Lemon al mite Radmilo, a suggello del patto stretto tra loro. Lemon è disposto a tutto per amore della sua donna, Perla; Radmilo è disposto a tutto per amore del suo compagno, Mirko. L’amore è l’unico valore accomuna due persone diverse per ogni altro aspetto, ma sufficiente perché a poco a poco arrivino reciprocamente a stimarsi, persino a volersi bene.

La “Parada” si svolgerà e sarà la carneficina che sappiamo, con moltissimi feriti. Mirko Dedier paga con la vita il desiderio di dare dignità e libertà a se stesso e a tutti i gay perseguitati.
Un finale eroico ma triste per un film dove parole come “diritti umani” e “comunicazione non violenta” sono talmente distanti dalla mentalità comune che Lemon se li deve scrivere su una mano come uno scolaretto, altrimenti se li dimentica. Eppure sfilerà anche lui nel gay pride l’anno dopo, nel 2010, insieme a quel gruppetto di omosessuali che, suo malgrado, aveva conosciuto ma che aveva scoperto essere persone migliori di quanto lui nemmeno lontanamente avrebbe pensato e sicuramente molto migliori di tutti quelli che, senza nemmeno conoscerli, li odiano per principio.

Il cinquantenne Sđrjan Dragojević è uno psicologo convertitosi dal 1996 alla regia. Con questo film, attentissimo ai dettagli, in scoppiettante stile balcanico ma originalissimo, che sa far ridere e commuovere, mai superfluo e che si fa certamente ricordare, ha ottenuto anche ampio successo al festival di Berlino del 2012.

Parada (The Parade) di Sđrjan Dragojević (Serbia/Slovenia/Croazia 2011).