Nonostante i molti anni di assenza dalle scene, i Roxy Music sono tornati. Il gruppo storico di Bryan Ferry è decisamente invecchiato ma sempre grande.
Siamo nel 1971. Londra. Il cantante Bryan Ferry, il chitarrista Phil Manzanera, il sassofonista Andy Mckay e il tastierista Brian Eno formano un gruppo dal nome “Roxy Music”. Le intenzioni sono di agglomerare sonorità morbide e sensuali, vitamine elettriche e un rock incalzante, immaginifico che sappia vibrare tra gli stili e le citazioni. Oggi, della formazione originale si presentano in tre: Ferry, Manzanera e McKay. Assenti Paul Thompson che ha dovuto rinunciare al tour per problemi di salute e Brian Eno che continua a rifiutare gli inviti degli altri componenti del gruppo.
Un’ora e mezza di live senza soste e grandi concessioni alla platea. Il fare elegante e sincero del leader storico del gruppo toglie qualsiasi traccia nostalgica all’operazione. Il repertorio scelto è sostanzialmente quello del primo periodo in cui il gruppo ha dominato il cielo del rock inglese mescolando glam, avanguardia, elettronica e teatralità. E’ un tributo alla scena del rock progressivo inglese dei primi anni settanta, a quelle sue ansie sperimentali che però ben convivevano con una giusta impronta melodica. Spesso la band è stata definita dalla critica bifronte per la capacità di piazzare un poderoso hit mondiale e, simultaneamente, aggirarsi nei dintorni di un rock più malizioso, ricercato e stuzzicante.
Per questo tour, il gruppo è stato arricchito da altri eccellenti elementi. Le canzoni si susseguono lasciando grandissimo spazio ad ognuno di loro. Spesso, Ferry si allontana dal centro del palco lasciando protagonisti i musicisti stessi come se la sua presenza fosse di troppo. Il suo fascino risiede anche in questo. In un forte rispetto nei confronti di chi la Musica la fa e la ascolta. Non mancano due “rock ballads” morbide ed avvolgenti come “ Avalon” e “ More Than This” che hanno fatto la storia e determinato il successo commerciale della band, mentre il pubblico naviga nel delirio più assoluto e non nasconde gioia e trasporto.
Come non manca la “cover” di “Jealous Guy”, un tributo alla memoria di John Lennon, e il concerto si chiude con il rock and roll divertito ed irriverente di “ Editions Of You” e di “ Do The Strand”, entrambe tratte da “For Your Pleasure” del 1973, due brani che richiamano certi approcci “glam”, all’epoca tipici della band. Acclamati a gran voce dal pubblico i Roxy Music tornano sul palco per il tempo strettamente necessario ad eseguire una versione fantastica di “ Love Is The Drug” e salutare tutti con affetto, in ricordo di una stagione vissuta con grande euforia e voglia di sperimentare, che anche nella musica ha lasciato un segno da cui è impossibile prescindere.





