giovedì, Luglio 30, 2026
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“Rogue – Il solitario” di Philip G. Atwell

Solitario me ne vo per la città

Da tre anni, l’agente FBI Crawford (Jason Statham) si rode nell’ossessione di vendicare la morte del collega, presumibilmente ucciso da un temibile killer a pagamento, Rogue il solitario (Jet Li). Nel frattempo imperversa una guerra spietata tra cinesi e giapponesi per la conquista del suolo di San Francisco e Crawford, con la sua squadra prova a intromettersi per favorire il repulisti in atto. Ma un’amara sorpresa lo attende, tanto amara da provocargli il tremolìo del suo, altrimenti immoto, mascellone…

Thriller trans-gender che mischia, a tratti in modo abbastanza confuso, action urbano e film di arti marziali, Rogue – Il solitario fatica a entrare nel vivo, anche se poi a tre quarti della pellicola riesce a piazzare un robusto colpo di scena che permette di rivalutare parzialmente l’operazione. Ciò che pare latitare, almeno nella prima ora, è proprio la sbandierata Azione, offuscata da una complessa trama di spiegazioni, tradimenti, contro-tradimenti, alleanze di nuovo conio, ecc. Lo stesso Jet Li dà l’impressione di essere un po’ sacrificato, non tanto come personaggio che, anzi, nella sua indefinitezza esistenziale è il più compiuto, quanto nella dimostrazione delle sue immense doti acrobatiche, penalizzato dalla mancanza di dirimpettai che siano alla sua altezza.

Dal canto suo, Statham è troppo monocorde come interprete per permettersi di sviluppare un carattere convincente, e troppo spaccone per essere verosimile, quando si tratta di affilare le armi. In più il suo Crawford pare essere il primo a risentire di una struttura bicefala, di cui Rogue – Il solitario soffre almeno fino al colpo di scena decisivo: da un lato il desiderio di vendetta dello stesso Crawford, dall’altro la guerra sino-giapponese in terra americana, con una serie di volti da dover caratterizzare. In tal senso sono parsi eccessivi e persino inutili alcuni ruoli, primo fra tutti il personaggio della figlia del boss giapponese, che in una scena (quella dell’“insalata”) si lascia andare a “tarantinate” fuori contesto.

Tutto ciò toglie spazio alle note intimiste e familistiche (un tema non secondario della pellicola), soprattutto, di nuovo, per quel che riguarda Statham, la cui relazione con la figlia e la ex-moglie è trattata in modo sbrigativo e dunque poco credibile.
_ Oscillante tra il plot imperituro de L’Arlecchino servitore di due padroni (la cui più recente rappresentazione cinematografica era stata in Sukiyaki Western Django) e il già declinante filone della vendetta portato in auge da Tarantino con Kill Bill, Rogue – Il solitario ha un’anima divisa tra l’action orientale (vi è anche qua e là qualche uccisione à la Miike Takashi) e quello americano e non sembra riuscire a trovare la sintesi necessaria per potersi costruire una identità propria.

Titolo originale: War
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione
Durata: 103’
Regia: Philip G. Atwell
Sito ufficiale: www.warthefilm.com
Cast: Jet Li, Jason Statham, John Lone, Devon Aoki, Luis Guzmàn, Saul Rubinek, Ryo Ishibashi, Sung Kang, Mathew St. Patrick, Nadine Velazquez, Andrea Roth
Produzione: Lionsgate Films, Fierce Entertainment, Mosaic Media Group
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 18 Luglio 2008 (cinema)