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“Stagione 2008-09 al Rossetti”

Presentata la stagione

A un mese dalla presentazione ufficiale del cartellone, in programma alla fine di agosto, sono già stati anticipati alcuni titoli della nuova stagione del Politeama Rossetti e della Sala Bartoli.

Se da un lato si guarda con compiacimento ai risultati ottenuti nel corso della Stagione da poco conclusa, d’altra parte da mesi la struttura è già al lavoro per preparare per il prossimo anno una rosa di proposte spettacolari all’altezza delle aspettative.

Artisti di rilievo, spettacoli di alto livello, tematiche incisive e attuali e qualche chicca di spessore internazionale non mancheranno al Politeama Rossetti e alla Sala Bartoli.

Le Nuove Produzioni
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Sono già in preparazione i nuovi spettacoli di produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che il prossimo anno si affiancheranno a quelli già presentati e ripresi per le tournée sul territorio nazionale.

Com’è ormai tradizione per lo Stabile regionale, la Stagione 2008-2009 sarà inaugurata al Politeama Rossetti proprio da un’inedita produzione: si tratta di “To be or not To be”, deliziosa commedia che la drammaturga Maria Letizia Compatangelo ha tratto dal soggetto originale di Melchior Lengyel da cui era nato il già celebre film del 1942 del grande Ernsrt Lubitsch. Il tema dello spettacolo è molto brillante, lo illuminano gustosissimi rimandi metateatrali (all’Amleto shakespeariano in particolare) e meccanismi comici ineccepibili e trascinanti. La commedia, che si svolge alla vigilia della seconda guerra mondiale, diede parecchi problemi a Lubitsch che dovette affrontare molte critiche per aver ritratto in termini ironici un periodo tanto sofferto. Trova ora la via del palcoscenico, dove la conduce con naturalezza Antonio Calenda alla guida di una compagnia affiatata e numerosa capeggiata da due protagonisti della classe di Giuseppe Pambieri e Daniela Mazzucato.

Di prestigio e “di produzione” anche l’apertura della Stagione altripercorsi alla Sala Bartoli, con “La vita xe fiama”: spettacolo strettamente legato al territorio, opera di un raffinato autore triestino da poco scomparso come Roberto Damiani, esso rappresenta per lo Stabile lun modo per proseguire la riflessione sulla drammaturgia contemporanea e sulla cultura in cui affonda le proprie radici. “La vita xe fiama” è un collage elegante e colto di liriche e testi del poeta gradese Biagio Marin attraverso il quale si tratteggia un ideale ritratto artistico e umano di questo grande personaggio. Il delicato e colto apporto di Damiani e l’elegante sensibilità registica di Furio Bordon assicureranno allo spettacolo raffinate atmosfere e suggestioni.

Già concepito in una prima forma scenica nel 1992, “La vita xe fiama” giunge ora nuovamente davanti alle platee nell’interpretazione di sicura pregnanza di Massimo De Francovich.

Il secondo appuntamento con la stagione di prosa è fissato con “La Rigenerazione” di Italo Svevo – prodotto assieme alla compagnia goriziana di a.Artisti Associati – presentato sul piano nazionale nel febbraio 2008 e che quest’anno sarà in scena a ottobre a Trieste, e successivamente in tutta Italia. Un testo, ironico e presago, capace di indurci a riflettere su molti aspetti del nostro tempo, che s’incentra sull’ossessione del protagonista – un eccezionale Gianrico Tedeschi – per la giovinezza, che vorrebbe mantenere a tutti i costi pur essendo ormai in età avanzata

Le ospitalità della Stagione 2008-2009 – anticipazioni
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La stagione di prosa proseguirà nel segno della raffinatezza e del talento inarrestabile di una grandissima signora del palcoscenico italiano: Mariangela Melato che ritorna al Politeama Rossetti (dove manca dal 1999) con “Sola me ne vo”, uno spettacolo pieno di verve, musica, emozioni, ironia e sapienza teatrale che ripercorre la sua carriera e mette in luce la sua versatilità e le sue doti artistiche davvero eccezionali.

Immancabile poi un titolo del repertorio più alto e più classico: il pirandelliano “Così è se vi pare”. Un capolavoro che nelle mani di un regista colto e sensibile come rari ne conta il mondo del teatro – Massimo Castri – diverrà materia di profonde e sempre rinnovate riflessioni.

Infine uno spettacolo che lo scorso anno fin dal debutto è stato molto amato dalla critica come dal pubblico e che riconduce al Politeama Rossetti Alessandro Gassman nella doppia veste di interprete e regista de “La parola ai giurati”. Tratto da un teledramma di Reginald Rose, divenuto poi un celebre film con Henry Fonda, il testo indaga sfaccettate tipologie umane e caratteriali colte in una situazione claustrofobica nella quale emergono aspetti contraddittori. Siamo nella New York del 1950, una giuria popolare composta da dodici uomini di diversa estrazione sociale, età e origini deve decidere del destino di un ragazzo ispano-americano. Pregiudizi e false certezze che caratterizzano il comportamento dei giurati affiorano nel momento in cui devono assolvere il compito più difficile per un uomo: quello di decidere della vita di un altro uomo. Fra contrasti, dubbi, ripensamenti e discussioni, lo spettacolo tiene con il fiato sospeso fino all’ultimo istante.

Per il cartellone Musical e grandi eventi, tre i titoli annunciati: si inizia con la produzione della Compagnia della Rancia e di Ati Il Sistina “Il Giorno della Tartaruga”, commedia musicale targata Garinei e Giovannini con cui si fa omaggio ai due grandi artisti.

Lo spettacolo nel 1964 fu portato al successo da Renato Rascel e Delia Scala. Saverio Marconi affida ora i ruoli principali a Chiara Noschese, una delle più importanti interpreti del musical e della commedia musicale italiana e Christian Ginepro che abbiamo già applaudito in “Vacanze Romane”. Sullo sfondo dell’Italia degli anni del boom, in oltre due ore piene di ritmo, atmosfere romantiche ma soprattutto divertenti, i due protagonisti interpretano una storia semplice e quotidiana ma vera.

Il secondo titolo annunciato si rivolge alla fantasia dei più giovani: “Robin Hood” racconterà in musical la storia dell’eroe che ruba ai ricchi per dare ai poveri. Sulla scena Robin avrà la bravura e il talento acrobatico di Manuel Frattini, ormai un beniamino del pubblico dello Stabile.

Un altro grande ritorno è quello di Arturo Brachetti che porta al Politeama Rossetti il suo nuovo “Gran Varietà Brachetti”, un vero evento che stupirà il pubblico per l’incredibile plasmabilità dell’artista impareggiabile maestro nei giochi di trasformismo.

Di assoluto prestigio l’unico titolo del cartellone Danza che lo Stabile ha espresso in anteprima: sarà ospite del maggior teatro regionale l’Alvin Ailey American Dance Theater, uno dei nomi più emozionanti della danza contemporanea mondiale. È davvero un onore per lo Stabile ospitare un tale evento che prosegue, dopo le performances di Roberto Bolle e della Hubbard Street Dance Chicago la tradizione di avere in programma per la Danza un nome di spessore internazionale irraggiungibile.

L’Alvin Ailey American Dance Theater è ambasciatore culturale dell’America nel mondo, e festeggia il 50° anniversario della sua missione, ovvero portare l’espressione culturale Afro- Americana e la danza moderna americana sui palcoscenici di tutto il mondo. Nel 1958 Alvin Ailey presentò, con un gruppo di giovani ballerini di colore di danza moderna, una rappresentazione a New York che avrebbe cambiato per sempre la danza americana. Da allora la Compagnia si è esibita davanti ad oltre 21 milioni di persone nei cinque continenti, ha intrapreso due storiche residenze in Sudafrica e, cosa mai vista per una compagnia di danza moderna, ha danzato sul palcoscenico del leggendario Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Nonostante abbia creato 79 coreografie, Alvin Ailey non ha mai asserito che la sua Compagnia dovesse avere in repertorio solo le sue coreografie. Pertanto, oggi la Compagnia presenta le coreografie del passato e ne commissiona nuove da inserire in repertorio. In totale, oltre 200 opere di più di 70 coreografi sono state rappresentate dall’Alvin Ailey American Dance Theater.

Prima della sua prematura scomparsa nel 1989, Alvin Ailey ha chiesto a Judith Jamison di diventare Direttore Artistico dell’Alvin Ailey American Dance Theater. Dato che la Compagnia guarda ai suoi prossimi cinquant’anni e oltre, la visione artistica di Judith Jamison illumina tale percorso. Bellezza, spirito, speranza e passione non conoscono limiti. È questo il potere di Ailey.

Di altissima perfezione e ricercatezza anche il programma che la compagnia presenterà nelle impedibili serate a Trieste.

E infine il cartellone altripercorsi, che da anni ormai scruta nel cuore e nel talento degli autori contemporanei italiani e internazionali: anche nel 2008-2009 il programma promette di avere incisività e di indurre a riflessioni attuali attraverso le parole di chi vive i nostri giorni.

Accanto alla già menzionata produzione “La vita xe fiama” di Roberto Damiani, cui sarà affidata l’apertura della programmazione, è stato annunciato lo spettacolo “Gomorra”: autori Roberto Saviano e Mario Gelardi, protagonista Ivan Castiglione, basta il titolo per alludere a un teatro che diviene strumento per leggere il presente, coraggiosamente.