Torino 31. Concorso
Paloma e Hector sono madre e figlio; approfittando di un’offerta, si stanno godendo una vacanza in un albergo, di media categoria, con piscina, non lontano dal mare, ma occorre una macchina per arrivarci.
Il tempo trascorre lentamente, con la flemma estiva tipica di chi è in vacanza, tra un tuffo in piscina e un piatto di club sandwich. Hector è un adolescente, che inizia ad avvertire i primi “pruriti” sentimentali; Paloma è una giovane madre “appiccicosa” che vuole godersi la vacanza con il figlio. Hector “sboccia” quando incontra una sua coetanea, l’intraprendente Jazmin, anche lei in vacanza nello stesso albergo con i genitori.
Hector e Jazmin legano subito – manco a dirlo – ed iniziano ad esplorare, goffamente, le loro emozioni.
Questo idillio è costantemente interrotto da Paloma; a una prima impressione sembra una madre gelosa di suo figlio, poi il sentimento si allarga e si intuisce che il suo continuo ronzare è quello di una donna che si rende conto di essere tagliata fuori dall’adolescenza.
Il terzo lungometraggio del messicano Fernando Eimbcke è un opera lieve, dal ritmo tranquillo, che ozia sotto il sole, osservando i tumulti, qui abbastanza modesti, dell’adolescenza di Hector e il comportamento di una giovane madre chioccia invadente.
Club Sandwich è una commedia affettuosa, fatta di personaggi sfumati con colori sensibili e anche divertenti (quasi sulla scia di un Almodovar alle prime armi); del resto i riflettori sono tutti per loro. Il regista si concentra sui suoi attori e sulla storia, sul rapporto che c’è tra madre e figlio e su come questo rapporto interagisce e varia alla presenza di altre persone, il tutto gestito con uno stile essenziale (che ricorda il regista francese Ozon).






