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Teatro delle Temperie in collaborazione con Teatro dell’Argine presenta IL CIRCO CAPOVOLTO

da venerdì 24 a domenica 26 gennaio 2014 ore 21.00 ITC TEATRO di SAN LAZZARO

liberamente tratto dal romanzo di Milena Magnani
_ di e con Andrea Lupo
_ diretto da Andrea Paolucci

aiuto regista Viktoria Vandelli
_ musiche di David Sarnelli
_ disegno luci e suoni Andrea Bondi
_ scenografia Brina Babini
_ costumi Alessia Raimondi

Uno spettacolo intenso ed emozionante. Un vortice in cui memoria, appartenenza, famiglia e sangue si mescolano a guerra, deportazioni, tradimenti, fughe e vendette. Un circo costretto in dieci scatoloni in attesa di liberare tutto il suo carico di storie di umanità, di gioia e leggerezza. Un uomo in fuga che si racconta a un gruppo di bambini di un campo Rom e lascia loro in eredità quegli scatoloni che oltre a un circo contengono tutta la storia della sua famiglia. Sette bambini con occhi pieni di incantamento trovano finalmente fra un trapezio, cinque clave e qualche vecchio costume una nuova speranza di riscatto e di felicità. Branko Hrabal è morto. Sette pugnalate lo hanno ucciso fuori da un campo nomadi. Vicino al suo corpo c’è Senija, una bambina che lo guarda come aspettando che si svegli. Branko è arrivato in quel campo con i dieci scatoloni del circo ereditato da suo nonno. Nel campo ha trovato un gruppo di bambini curiosi che lo hanno quasi obbligato a raccontare la storia di quegli scatoloni. E raccontando Branko ha potuto trasmettere a quei bambini una possibilità di futuro, forse di riscatto: nascosti nelle cantine di un vecchio palazzo abbandonato i bambini ispirati da Branko hanno lavorato sodo e hanno dato vita ad un nuovo circo. Un circo sottoterra, un circo capovolto.

«Questo spettacolo arriva come il risultato di un percorso iniziato insieme all’autrice, Milena Magnani, nel 2008, anno di pubblicazione del romanzo e dell’elaborazione di una lettura drammatizzata che ha accompagnato in tutta Italia la presentazione del romanzo stesso. Lo spettacolo nasce, prima di tutto, dalla curiosità verso un popolo, quello Rom, che pur vivendo all’interno della nostra comunità, non ne ha mai veramente fatto parte e ha mantenuto nei secoli la propria identità pur mescolandosi e immergendosi in culture diverse, fra popoli differenti. Le differenze sono il vero filo rosso di questo spettacolo. Differenze come valori aggiunti e non come ostacoli, non come limiti invalicabili, non come pretesti per allontanarsi. Differenze come occasioni, come opportunità, come incontri. Differenze fra le persone che vivono all’interno dei campi; fra chi vive nei campi e chi vive fuori. Differenze fra chi arriva nei campi e chi nasce già nei campi e da lì non ha nessuna speranza di andarsene. Differenze fra chi non è neppure più in grado di immaginare una differenza per se, per la propria famiglia, per la propria gente e chi invece riesce ancora a vedere negli occhi curiosi dei bambini una possibilità di futuro e forse di riscatto» Andrea Lupo.

«Incontro il testo di Milena perché me lo regala una mia giovane amica. Ha gli occhi ancora rossi per la commozione e mi dice che è un romanzo “scritto apposta per te: parla di bambini, circhi e campi Rom”. Inizio la lettura un po’ scettico: cosa c’entro io con questo Branko, e con Senija, Ibrahim e il vecchio Nap apó e il suo strampalato Kék Cirkusz? E mentre mi faccio queste domande leggo di padri e figli, di regole dure da rispettare e giuramenti difficili da mantenere. Ed è una favola, ed è una parabola, ed è un romanzo, ed è una confessione. Ed è ironico, ed è malinconico, ed è comico, ed è cattivo. Ed è leggero, magico e ti si appiccica dentro facendoti vacillare, inesorabilmente. E sembra proprio scritto per te. Arrivo in fondo tutto d’un fiato e proprio in quel momento mi chiama Andrea Lupo e mi dice “ho finalmente trovato il testo giusto per lavorare insieme”. Mi asciugo gli occhi e rispondo d’un fiato: “Arrivo!”» Andrea Paolucci.

Sabato 25 dopo lo spettacolo incontro con la Compagnia