venerdì, Luglio 31, 2026
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“Tiergartenstrasse 4. Un giardino per Ofelia” di Pietro Floridia

“Tiergartenstrasse 4. Un giardino per Ofelia” ritorna al teatro dell’Argine dopo dieci anni.

Non perde la sua forza lo spettacolo scritto da Pietro Floridia in grado di stupire per la sua umanità e incisività. Ad Amburgo, nel 1939, vive Ofelia, una ragazza affetta da una forma di infantilismo, che ha trovato il suo equilibrio nella serra di casa dove coltiva e cura con amore i propri fiori. Dai racconti confusi e sognanti di Ofelia, perfettamente rappresentata tra l’ingenuità e la consapevolezza, comprendiamo che il padre è morto nel corso dell’invasione della Polonia e ora si trova completamente sola. La affianca Gertrud l’infermiera statale incaricata di seguirla e valutare la necessità o meno dell’internamento presso l’ospedale pschiatrico. Il trasferimento in ospedale significherebbe quasi automaticamente l’annientamento di Ofelia, da sopprimere, secondo il programma T4 che valuta le vite dei malati psichici indegne di essere vissute. La semplicità di Ofelia, la sua voglia di vivere, tolgono la forza a Gertrud per adempiere al proprio compito; il suo tormento, divisa tra l’obbligatorietà di compiere un dovere e il naturale istinto che la condurrà a salvare un’anima pura come quella di Ofelia, fanno emergere l’orribile contraddizione alla base del progetto nazista. Tiergartenstrasse 4, abbreviato in T4, è la sede dell’ente pubblico tedesco per l’assistenza e la salute sociale. Il programma T4 porterà alla morte più di 300.00 persone. Il tema di questa forma di Olocausto è stato ripreso anche da Marco Paolini nello spettacolo “Ausmerzen”.

“Un giardino per Ofelia” è stato replicato più di cento volte lungo questi dieci anni e il merito del successo, deve ricercarsi nel grande affiatamento tra Micaela Casalboni (Ofelia) e Paola Roscioli (Gertrud) e nell’intensità della loro recitazione. Anche il testo, in particolare la parte di Ofelia, è di qualità, varia tra la poesia (che qualche volta scivola nel naif) e l’entusiasmo con il quale Ofelia racconta le proprie giornate. Una drammaturgia scritta “col cuore” che a tratti mette da parte realismo e coerenza per privilegiare l’aspetto emotivo; rende bene invece la descrizione della realtà attraverso gli occhi di Ofelia che con le sue immagini incantate disegna un mondo che da potenzialmente perfetto si fa d’un tratto inspiegabilmente brutale, torbido, oscuro.

Lo spettacolo non ha in calendario nuove repliche, è possibile però acquistare il copione pubblicato nel 2006 dalla casa editrice Filema di Napoli.

www.itcteatro.it
www.argine.it
durata 85′
_ regia e sceneggiatura di Pietro Floridia
_ con Micaela Casalboni e Paola Roscioli