“VOLTA” DI BJORK

La precisione dell'energia spontanea

Ci sono artisti che macchinosamente producono dischi lasciandosi guidare più dai produttori che dal loro talento. Ce ne sono altri che invece si lasciano totalmente guidare dalla loro spontaneità, producendo così perle rarissime. Bjork è uno di questi ultimi. “Volta” è un disco particolare. Lascia sorpresi ed eccitati, è energico e tranquillo allo stesso tempo. Un misto, riuscitissimo, di Homogenic e Médulla, una vera opera d’arte.

Bjork è un’artista imprevedibile. Quando nel 2004 uscì Médulla, lascio tutti abbastanza stupiti. Un’album costruito interamente su voce e vocalizzi. L’esperimento commercialmente forse non riusci, ma Bjork si sa non cercava di certo il successo di vendite. Quello che affascina infatti di questa artista islandese – arcistufa di essere nominata elfo dalla stampa – è il totale abbandono a quello che la musica istintivamente riesce a dare. La sua genialità risede proprio in questo: creare con un lavoro di editing precisissimo un suono che sia così spontaneo.

Volta cambia decisamente indirizzo rispetto al passato, almeno quello più prossimo, rinvigorendo il sound più ‘pop’ degli esordi. Riecheggiano chiarissimi suoni, ritmi e accenti che avevano fatto la fortuna e la bellezza di Post e Homogenic, rinvigoriti da uno spirito molto più energico. Ne è l’emblema il singolo Earth Intruders, prodotto in collaborazione con il fortunatissimo Timbaland (co-producer di Justin Timberlake, Nelly Furtado, e ora Madonna) che a detta stessa della cantante si sviluppa come uno ‘tsunami sonoro’ ipercaotico in cui sono presenti strumenti di ogni genere come tamburi africani e sintetizzatori.

Le collaborazioni che hanno portato alla produzione del disco tuttavia non si fermano qui. Oltre al già citato Timbaland (anche nel prossimo singolo Innocence e in Hope) due brani sono prodotti assieme a Antony Hagarty (degli Antony &The Johnson), The Dull Flame of Desire e My Juvenile, ballate dolcissime così come I See Who You Are, vera perla dell’album riproposta in conclusione in una versione remixata da Marc Bell.

Il vero e netto cambiamento di rotta del disco appare anche l’impegno politico profuso da Bjork nella stesura dei testi. Fino a che nel 2005 non uscì un disco di remix di Army of Me i cui ricavati furono devoluti in favore delle vittime dello tsunami in Asia, Bjork era sempre rimasta distante da temi strettamente politici. Qui invece sia in Earth Intruders che in Declare Indipendence sembra dichiarare chiaramente la sua posizione nei confronti di un’umanità sempre più propensa a disporre della terra e a plasmarla a suo piacimento. Da qui anche il titolo: Volta, nome allo stesso tempo dell’inventore della batteria, così come di un canale africano costruito dall’uomo.

Per chi volesse vederla live Bjork si appresta a partire in tour con ben quindici musicisti. Per il momento l’unica data italiana è programmata a Codroipo (PD) il prossimo 26 luglio. Un’occasione imperdibile.

Bjork, Volta (One little indian – 2007)

Tracklist:
Earth Intruders
Wanderlust
The Dull Flame of Desire
Innocence
I See Who You Are
Vertebrae by Vertebrae
Pneumonia
Hope
Declare Indipendance
My Juvenile
I See Who You Are (Mark Bell Mix)

Il video di Earth Intruders è disponibile su YouTube