Venezia 61. Settimana Internazionale della Critica 2004

La "Settimana internazionale della critica": per scoprire nuovi talenti e regalare valide opportunità

Ormai poco più che maggiorenne, la “Settimana internazionale della critica” è giunta quest’anno alla 19a edizione. Già da vent’anni ha un suo spazio all’interno della Mostra del cinema di Venezia, fatta eccezione per le edizioni del 1995-96, a causa di un periodo di profonda crisi nei rapporti tra il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e la Biennale stessa. Il Sindacato nomina la Commissione di selezione che sceglie le pellicole da presentare durante i giorni della Mostra, mentre una giuria assegna un premio al miglior film.

Sette, di solito, sono le pellicole proposte, in genere opere prime di autori di varia nazionalità, che presentandole in Laguna cercano di sfruttare al meglio questa prestigiosa vetrina, ma soprattutto sperano in un riconoscimento sia da parte del pubblico che dagli addetti ai lavori.
In tutti questi anni molti sono stati i selezionatori; solo per citarne alcuni: il noto critico e storico del cinema Giorgio Tinazzi, il realizzatore del celebre e omonimo dizionario dei film Morando Morandini, la direttrice della rivista Ciak Piera Detassis, o i critici Guido Fink, Emanuela Martini, Roberto Nepoti, Enrico Magrelli e molti altri, che poi si ritrovano nella commissione di selezione maggiore, a fianco del direttore.

Sfogliando i programmi delle precedenti edizioni si può notare come la Settimana, per molti degli autori, abbia rappresentato una preziosa opportunità per affacciarsi nel mondo cinematografico. Basti pensare che nel 1987 Carlo Mazzacurati presentava la sua pellicola Notte Italiana, primo film prodotto dal regista Nanni Moretti; l’anno successivo è stato il momento di High Hopes di Mike Leigh (suo è Segreti e bugie del 1996), che quest’anno a Venezia ha conquistato il Leone d’oro con Il mistero di Vera Drake. La stazione, presentato nel 1990, segnò l’esordio dietro la macchina da presa di Sergio Rubini, mentre qualche anno dopo venne selezionato dalla Settimana Orphans di Peter Mullan, che ritornò a Venezia nel 2002, concorrendo nella sezione ufficiale con Magdalene, pellicola che gli valse il Leone d’oro. In anni recenti basti ricordare Vincenzo Marra, selezionato con Tornando a casa nel 2001, pellicola che ottenne notevoli consensi e che gli ha permesso di ritornare alla Mostra anche quest’anno, in una delle sezioni ufficiali, con Vento di terra.

Quest’anno il premio De Laurentiis, leone d’oro come miglior opera prima è andato proprio a un film della SIC, Le grand voyage, del regista marocchino Ismaël Ferroukhi, che sarà distribuito in Italia dal Luce. È il racconto del pellegrinaggio di un padre e un figlio alla Mecca; un viaggio che per loro rappresenterà una valida occasione per recuperare un rapporto, per scoprire tradizioni ormai dimenticate, per ritrovare se stessi.

Un altro riconoscimento importante, il premio Gan, assegnato dal pubblico, è stato attribuito al film Ve lakachta lecha isha (Prendere moglie), dei fratelli israeliani Ronit e Shlomi Elkabetz: in cui Ronit, già attrice “simbolo” del cinema di Amos Gitai, interpreta il ruolo della protagonista Viviane.
Pellicola che parla della difficoltà dei rapporti umani, di sentimenti, dalle rigide regole imposte dalla tradizione, temi che si possono riscontrare, con varie sfumature, anche in altre opere presenti quest’anno all’interno della Settimana.

I SETTE FILM:

Kuang fang (Disinibiti) di Leste Chen;

Ve lakachta lecha isha (Prendere moglie) di Ronit e Shlomi Elkabetz;

Le grand voyage (Il grande viaggio) di Ismaël Ferroukhi;

Koi no mon (Il cancello dell’amore) di Matsuo Suzuki;

Les liens (Legami) di Aymeric Mesa-Juan;

Sakenine sarzamine sokoot (Dalla terra del silenzio) di Saman Salur;

Una de dos (Una delle due) di Alejo Hernàn Taube.

COMMISSIONE DI SELEZIONE

Andrea Martini (Delegato generale);

Francesco Di Pace;

Michele Gottardi;

Anton Giulio Martino;

Roberto Nepoti.