Ogni estate i Zelnik, una famiglia ebrea ultra-ortodossa di Aix-Le-Bains, passa un breve periodo nel Sud Italia, per raccogliere cedri.
Secondo un’antica tradizione israelita durante l’esodo del popolo ebraico verso la Terra Promessa, fu Dio stesso a indicare a Mosè il cedro (etròg) come una delle quattro piante da utilizzare in occasione della celebrazione religiosa dei Tabernacoli o delle Capanne.

“Citato per ben settanta volte dalla Bibbia, per la religione ebraica, è il frutto più prezioso. Non è un caso se i rabbini di tutto il modo, ogni estate, tra luglio e agosto, si danno appuntamento proprio a Santa Maria del Cedro (Cosenza)” (Gazzetta Svizzera)

A ospitare la numerosa famiglia nella sua tenuta è Elio De Angelis (Riccardo Scamarcio), uno studioso d’arte che ha lasciato Roma, la compagna e due figli, per curare l’azienda di famiglia dopo la morte improvvisa del padre, perché gli altri fratelli non avevano intenzione di occuparsene.
Sotto il sole della raccolta dei cedri, Elio conosce Esther Zelnik, dolce ventiseienne in crisi.
Bloccata tra l’affetto per i parenti e il desiderio di emanciparsi, Esther sta cercando il coraggio, e la fede, per lasciare la dottrina ortodossa. Sarà proprio attraverso il rapporto con Elio che la ragazza riuscirà a capire l’importanza della libertà e intraprendere la sua strada e, allo stesso modo, grazie a lei, Elio riuscirà a trovare un equilibrio tra le sue ambizioni e il suo dovere.

L’opera prima di Stephane Freiss, che scrive con Audrey Gordon, Caroline Deruas e Laure Deschenes, dimostra una rara sensibilità nel raccontare un tema complesso, spesso ostico, come quello dell’ortodossia religiosa, legandolo al tema di un giovane uomo che ha rinunciato alla sua vita pur di non vendere la terra appartenuta alla famiglia da generazioni.
Freiss e gli attori hanno lavorato con naturalezza sul comportamento dei loro personaggi.
Interessante e raffinato, in un’ambientazione realistica e credibile (girato in Puglia con il contributo dell’Apulia Film Fund e Fondazione Apulia Film Commission, ma non viene nominato nessun posto perché la tradizione della raccolta dei cedri si svolge in Calabria), Alla Vita sa raccontare con sensibile intelligenza soprattutto la vita di due anime trovando il giusto tono drammatico, in un contorno locale mai calcato.

È un film che inaspettatamente e felicemente sorprende. Da Vedere!