Esce al cinema Crudelia e dopo qualche giorno sarà anche disponibile sulla piattaforma Disney+ con Accesso VIP*(cioè con un pagamento aggiuntivo). Allora tanto vale andarselo a vedere in sala, al buio, sul grande schermo, senza distrazioni, smartphone e telefoni che squillano, vicini di casa rumorosi, clacson in strada e via dicendo; perché le immagini e le atmosfere vissute al cinema trasmettono un’altra gamma di emozioni, belle da lasciare senza fiato. Possiamo uscire: andiamo al cinema, non restiamo appollaiati sul divanetto di casa.

Sono tre persone a fare questo film. In ordine di importanza:
i costumi di Jenny Beavan, le scenografie di Fiona Crombie e l’Hair and Makeup Design di Nadia Stacey.


Crudelia (o meglio Cruella, perché in versione italiana viene mantenuto il nome inglese) viene racconta in chiave inedita, forse fin troppo. Se l’idea era quella di tentare un reboot come è avvenuto con incredibile e meritato successo per Maleficent, qui ci lascia un po’ per perplessi.
Se la storia, scritta da Dana Fox e Tony McNamara su soggetto di Aline Brosh McKenna e Kelly Marcel & Steve Zissis, non riguardasse uno dei personaggi più diabolici ed egoisti, un villain degno di questo nome, di Disney, sarebbe comunque un gradevole passatempo da guardare.

Prendere un personaggio iconico, conosciutissimo, che, nel super-classico, celeberrimo film di animazione del 1961, rapisce cuccioli di dalmata perché vuole farsi una pelliccia, forse anche dei cuscini da salotto, e da un lato disegnarle addosso un aspetto di umanità perché ha avuto un’infanzia difficile, dall’altro non farla apparire come assassina di cuccioli (ammissibile!), insomma, ci viene da dire: allora lasciate stare Crudelia e createvi un personaggio nuovo. Perché, insomma, qui ci ripetiamo: la storia è divertente, il messaggio, sul non aver timore di mostrare la proprio personalità, contro ogni imposizione, arriva nitido. Insomma, anche se non fosse Crudelia De Mon funzionerebbe uguale; poi costumi, musiche (Nicholas Britell), trucco e parrucco fanno il resto.

Quindi. È un prequel che ci presenta, o meglio giustifica Crudelia.
Conosciamo anche Anita (che per il politically correct qui è una giovane donna nera), la futura proprietaria di Peggy; e conosciamo anche, sui titoli di coda, Rudy, il futuro proprietario di Pongo.

Comunque i dalmata ci sono, non possiamo svelarvi troppo, ma Cruella non ha intenzione di farne pellicce o cose simili.
Veniamo alla storia. Estella è una bambina un po’ difficile da gestire, la madre è talmente disperata dopo l’espulsione da scuola, che decide di portarla a Londra. Estella sogna la moda, sogna di lavorare in un famoso grande magazzino della capitale. Ma un destino avverso e non solo ci mette lo zampino ed Estella, Cruella come la chiama sua madre quando il suo lato oscuro prende il sopravvento, si trova a doversela cavare da sola.

Fa amicizia con una coppia di giovani ladruncoli, che diventaranno la sua famiglia, Horace (Joe MacDonald) e Jasper (Ziggy Gardner) in una vita criminale per le strade della città: il gruppo organizza truffe grazie all’immaginazione di Estella, che utilizza la sua abilità nel cucito per creare una brillante serie di travestimenti. Mentre Horace e Jasper sono soddisfatti della loro vita come truffatori, lei aspira a una vita migliore come stilista di moda.

Quando Estella (Emma Stone) ha 25 anni, l’opportunità bussa finalmente alla sua porta: Jasper le fa ottenere un lavoro nel grande magazzino più alla moda di Londra, Liberty, anche se lui e Horace (Paul Walter Hauser) sentiranno la sua mancanza nelle loro attività criminali. Iniziando dal basso – pulendo i bagni – Estella si dà umilmente da fare finché, una notte, l’alcol indebolisce il suo autocontrollo permettendo al suo istinto creativo, solitamente represso, di avere la meglio. Licenziata la mattina successiva, Estella sta per uscire dal negozio proprio quando la stilista più importante al mondo, la Baronessa (Emma Thompson), sta entrando.

Indifferente di fronte a tutto ciò che vede, la Baronessa rimane colpita soltanto dalle creazioni allestite in vetrina da Estella da ubriaca: riconoscendo il suo talento in erba e il suo potenziale per il successo, decide di offrirle un lavoro. Accettando il suo invito, Estella è convinta di aver finalmente trovato la mentore perfetta, che potrà aiutarla a ottenere tutto ciò che ha sempre sognato.

Ma il passato bussa sempre alla porta e svela qualcosa di immaginabile. La loro relazione mette in moto una serie di eventi e rivelazioni che portano Estella ad abbracciare il suo lato malvagio e a diventare la prorompente, alla moda e vendicativa Cruella. 

Ambientato a Londra durante la vibrante era punk degli anni Settanta, è un live-action diretto da Craig Gillespie (Tonya) che crede in questo progetto e si è divertito a girarlo.
Se con il già citato Maleficent, Disney era riuscita a “funambolare” con destrezza sull’ambiguità del villain e del male, o del lato oscuro del bene, qui non riesce nell’intento, parlando del personaggio di Crudelia.
Per il resto la storia di Estella, ragazza adulta geniale e sregolata – un mix tra Il diavolo veste Prada e Oliver Twist –  merita la visione.

Curiosità.
I Maneskin, Damiano David e Victoria De Angelis, prestano la voce a due personaggi: rispettivamente l’assistente della Baronessa Jeffrey (Andrew Leung) e una fashion reporter.
Damiano ha poi interpretato un pezzo della colonna sonora, una personale versione di  I Wanna Be Your Dog dei The Stooges.
Glenn Close, che ha vestito i panni di Crudelia De Mon nel live-action de La carica dei 101, è tra i produttori esecutivi.