Dendelion, Baraban, Léonto e Taraxa sono quattro amici sopravvissuti a un’esplosione nucleare. Viaggiano nello spazio, tra costellazioni e pianeti alla ricerca di un nuovo posto per la loro specie, per piantare radici. Dendelion, Baraban, Léonto e Taraxa sono quattro semi che appartenevano allo stesso dente di leone, fluttuano in un’odissea di rischi e pericoli per trovare una nuova casa.
Il regista Momoko Seto ha costruito la sua interessante carriera con cortometraggi animati e opere sulla natura utilizzando un linguaggio originale, una comunicazione sperimentale per mettere in primo piano argomenti vitali come salvaguardia del pianeta, che si è sempre rivelata fuori dagli schemi.

Attraverso la tecnica dell’animazione resa più suggestiva dalle sapienti riprese dal vivo, Seto rende partecipe il pubblico dei suoi studi a Le Fresnoy, lo Studio Nazionale per le Arti Contemporanee, e al suo lavoro al CNRS (Centro Nazionale di Ricerca Scientifica).
Dandelion’s Odyssey, presentato alla Semaine de la critique del 78° Festival di Cannes, si fa portavoce di un tema profondo e universale, un messaggio ecologico pacifista, cioè che ogni essere vivente sulla terra, comprese la delicatezza soffice e quasi invisibile dei semi di un dente di leone fa la sua parte all’interno dell’ecosistema vitale.
La musica di Nicolas Becker e Quentin Sirjacq in sostituzione dei dialoghi fa da guida al publico in questa avventura deliziosa, malinconica ed eccentrica.