Étienne (Alexis Manenti) è un camionista legato alla strada, la sua vita sentimentale si riduce a incontri fugaci e anonimi nelle piazzole di sosta, nei boschi vicino ai parcheggi. I suoi incontri sessuali avvengono con altri camionisti, sono incontri occasionali, furtivi in luoghi di ritrovo abituali lungo la strada.
Quando incontra Bartosz (Julian Świeżewski), un camionista polacco, la sua solitudine consolidata viene completamente stravolta.
Il primo lungometraggio di Pierre Le Gall, presentato nella sezione Settimana della Critica del Festival di Cannes, racchiude la sua trama nel titolo: carne (vita residua, quello che resta, poco, oltre il lavoro) e carburante (lavoro pesante senza sosta).
È una vita on the road quella di Étienne, e lo è anche quella di Bartosz, fatta di tempo scandito da autostrade e consegne. Il loro legame è spontaneo, selvaggio, che va oltre l’occasionalità.
Ma a rendere difficile il poter conoscersi meglio, frequentarsi, è il lavoro, che non si sgancia della loro personalità, come fossero un tutt’uno con il camion.
Étienne lavora sul territorio Francia, seguendo gli incarichi assegnatigli dall’azienda, mentre Bartosz percorre rotte internazionali. Incontrarsi è difficile. Ci sono anche differenze di personalità e quelle legate alla condizione di lavoratore migrante di Bartosz. Ma quella spontaneità di cui sopra diventa desiderio, desiderio di uomini di mezza età, di spingersi ad assumersi rischi professionali e personali.
Il regista Pierre Le Gall, che scrive la sceneggiatura con Camille Perton e Martin Drouot, ha messo in scena un dramma romantico realistico all’interno di un incessante movimento di merci non si ferma mai, alimentato da persone che sacrificano vite normali. La vastità delle strade percorse, che sembrano non avere barriere, diventa un limite per due persone che vogliono stare insieme. Tutto questo è accompagnato dalla colonna sonora di Paul Sabin, che a tratti si avvale di strumenti a fiato.
Manenti e Świeżewski sono a dir poco eccezionali, stritolano il cuore dello spettatore, nell’interpretare con grande autenticità, e sensibilità, questi due lavoratori.





















