”Gabriele” di Matteo Scattaretico

Gabriele è il cortometraggio d’esordio alla regia di Matteo Scattaretico, a breve disponibile su WeShort. L’opera sarà in seguito sviluppata come lungometraggio.

Nonostante la brevità (15’), anche allo stato attuale Gabriele riesce a mostrare con realismo il contesto e i personaggi che racconta.

L’ambientazione è l’estate romana: la città viene mostrata lontana dai suoi luoghi simbolo (che, inevitabilmente, riporterebbero al cinema de La Dolce Vita) – tanto che la cupola di San Pietro si intravede solo all’inizio – ma in situazioni e spazi autentici.

Il regista racconta grazie ad un espediente narrativo valido, che tiene la tensione alta, la violenza, le disuguaglianze sociali, ma anche uno spirito, una filosofia, il saper lasciare andare. Ed ecco, dunque, che l’immagine di un pezzo di legno che galleggia sulle acque del Tevere si fa metaforica, foriera del nucleo più profondo narrativo del corto. 

Si parla di un presente difficile con uno sguardo malinconico e nostalgico verso il passato: inizialmente la scelta appare quasi sconnessa, ma la motivazione rappresenta il pilastro emotivo su cui tutti gli altri elementi poggiano.

La recitazione vede tra gli attori lo stesso regista (che veste i panni del protagonista): in generale ogni ruolo é aderente alla scelta di caricare di realismo ambienti, personaggi e situazioni, che si concretizza anche grazie alla fotografia e ai ritmi. L’elemento apparentemente più onirico appare, invece, come un monito a ricordare quanto l’essere umano sia dualistico, carne e spirito.