La Giuria della 7. Edizione di Detour, Festival del cinema di viaggio, formata dall’attrice e cantante francese Nabiha Akkari, dallo scrittore Romolo Bugaro e dal direttore della fotografia Alessandro Pesci, ha assegnato il premio per il miglior film a  “Genesis 2.0” diretto a quattro mani dal regista svizzero Christian Frei e da quello russo Maximilian Arbugaev.

Il film è girato nelle remote Isole della Nuova Siberia, nell’Oceano Artico, dove alcuni cacciatori cercano le zanne dei mammut estinti. Una ricerca impervia e complicata, in un territorio estremo, al limite della sopravvivenza, ma anche affascinante e dalla bellezza sbalorditiva. E’ quasi impossibile trovare le zanne, ma il prezzo dell’oro bianco non è mai stato così alto e scoprire qualcosa è come trovare un tesoro.

Lo scongelamento del cosiddetto permafrost siberiano (ovvero il suolo perennemente ghiacciato), porta ad altre scoperte perché i cacciatori di zanne trovano una carcassa di mammut sorprendentemente ben conservata. Queste scoperte richiamano anche una schiera di scienziati genetici: vogliono riportare in vita il mammut estinto come in una sorta di “Jurassic Park”. La resurrezione del mammut sarebbe la prima manifestazione della prossima grande rivoluzione tecnologica. Così l’uomo diventa Creatore: Genesi due punto zero.

Un film che mescola insieme, come dice la motivazione del premio, “temi etici, decisivi per l’uomo moderno, alternati  a momenti epici, visivamente alti, degni del miglior cinema, nel pieno rispetto di un realismo  documentarista”. L’ambientazione colta in paesaggi inesplorati e talvolta anche inaccessibili porta ad una grande emozione visiva, ben raccontata dal film. La ricerca delle zanne del mammut è un qualcosa di ancestrale che raramente, per fortuna o per intuizione, si tramuta in realtà. La descrizione di quei paesaggi e di queste ricerche è il momento più intenso dell’opera.

La giuria ha poi assegnato il Premio Speciale per il film che meglio ha saputo interpretare il tema del viaggio al film ceco “Winter Flies” di Olmo Omerzu, una divertente opera ‘on the road’ con tre giovani protagonisti, un’auto rubata, e un viaggio che sembra non finire mai. Un film brillante sull’amicizia e sul desiderio adolescenziale di sentirsi vivi. Queste le motivazioni della giuria: «Il film attraversando un paesaggio silenzioso e addormentato ci mostra situazioni inaspettate, forti, animate da una grande eleganza visiva e un’eccellente interpretazione di tutti gli attori sostenuti e protetti da una sceneggiatura ben scritta».

Un’opera davvero piacevole, diretta da un regista di origine slovena ma poi formatosi cinematograficamente a Praga, un film che è già stato apprezzato e premiato in altri festival e che è stato selezionato come miglior film ceco da presentare alle candidature per gli Oscar come miglior film straniero.

Il Premio del Pubblico è stato, invece, assegnato a “Complicity” dell’autore giapponese Kei Chikaura, dramma sull’immigrazione co-prodotto da Cina e Giappone. Il film racconta la storia di un ragazzo cinese che, dopo essere emigrato illegalmente in Giappone, finisce a lavorare per un anziano chef in un classico ristorante di soba.

Il Premio Viaggio in Italia, anche questo assegnato dal voto del pubblico, è andato a “Hotel Gagarin”, sorprendente opera prima di Simone Spada, storia di un gruppo di persone che viene inviato in Armenia a girare un film e che, una volta abbandonato da tutti, parte alla ricerca di un’occasione di riscatto. Una commedia divertente e poetica sul cinema.