Venezia, Palazzo Grimani. Il secondo piano di questo splendido palazzo veneziano ospita un’esposizione chiara e lineare che ruota attorno a quattordici ampie tele di Helen Frankenthaler (1928-2011), artista americana di semplice eleganza.

Le opere – realizzate tra il 1952 e il 1992 – tracciano il percorso di ricerca dell’artista in quaranta anni di attività, partendo dai primi studi cubisti per poi espandersi nelle molteplici possibilità dell’Espressionismo Astratto newyorchese e approdare al Color Field. Anche se nell’utilizzo di colore e metodi si intravedono diversi maestri, da Pollock a Manet, Frankenthaler sviluppa il proprio stile fluido e atmosferico, coerente ma non statico, anzi in un divenire costante che gioca di volta in volta con diversi elementi.

L’interesse crescente per la materia e il suo rapporto con la superficie la spingono a realizzare una tecnica unica per le sue opere: la soak-stain. Le ampie tele, che catturano da subito l’attenzione del visitatore attraverso alcune visioni inusuali del paesaggio (ad esempio in Madrid giocata sui toni del marrone e del viola), racchiudono in ogni porzione un piccolo universo che lo spettatore si ferma ad osservare da vicino con curiosità. Soffermandosi in questa lettura dell’opera si scorgono agglomerati, linee quasi calligrafiche e promontori lucenti, pozze di colore luminose, perfino l’impronta delle sottili dita dell’artista.

Grazie a un video che completa la mostra possiamo vedere Frankenthaler all’opera: la tela è stesa sul pavimento dello studio così che l’artista può muoversi liberamente attorno al supporto per creare la sua visione. Con piglio deciso Frankenthaler libera il colore sul piano orizzontale e lo stende con l’aiuto di spugne o con le sue stesse mani, una manipolazione unica della tela realizzata attraverso la tecnica che lei stessa ha inventato.

Seguiamo dunque con interesse, attraverso questi dipinti, l’evoluzione dello stile dell’artista: l’acrilico acquarellato in Riverhead (1963), la terra promessa nell’ipnotico New Paths (1973), la polvere di stelle dal sapore surrealista in Brother Angel (1983), la tragicità del turbine verde di Overture (1992) che anticipa il Maelstrom della sala successiva; un senso di freschezza e un miraggio di infinito pervade le tele.

 

PITTURA/PANORAMA

Paintings by Helen Frankenthaler 1952–1992

7 maggio – 17 novembre 2019

Museo di Palazzo Grimani, Castello, 4858A, Venezia

Orari di apertura: martedì–domenica, 10.00–19.00. Giorno di chiusura: lunedì.

Info: http://www.palazzogrimani.org/