L’ultima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival si è svolta nell’autunno 2020 e non, come usuale, a fine marzo, a causa del primo lockdown nelle fasi iniziali della pandemia, che ovviamente ha esposto queste genere di iniziative a tutta una serie di problemi sia a breve che a lungo termine. Per il momento, non era materialmente possibile ritornare a organizzare il festival in primavera per banali motivi legati alle tempistiche: non c’è il tempo tecnico per organizzare il festival in quattro mesi. Da qui scaturisce la decisione di riproporre la tre giorni cinematografica nel periodo autunnale.

La grossa e felice novità sarà la possibilità di fruire i corti del concorso ufficiale in forma diffusa, potendo utilizzare di nuovo, oltre alle abituali sedi partner, quella che è stata la casa storica del CFSFF per nove anni su dieci della sua esistenza: l’Auditorium Santa Margherita. La direzione artistica è sempre nelle sapienti mani di Maria Roberta Novielli, alle prese anche quest’anno con una preselezione iniziale che supera i 2500 film totali inviati, a ulteriore dimostrazione del fatto che il festival cafoscarino rappresenta un – se non il – punto di riferimento per i giovani registi a livello globale.

Al Concorso Internazionale (che conterà 30 cortometraggi), come da tradizione ormai, si aggiungerà un ricco programma parallelo di retrospettive, omaggi, programmi speciali. E non bisogna dimenticare, inoltre, i due concorsi collaterali, dedicati rispettivamente ai videoclip musicali e alle realizzazioni visuali di ragazzi liceali. Tutto questo, in un periodo particolarmente complesso, è possibile grazie soprattutto alle due partnership siglate dall’organizzazione festivaliera: il Museo Nazionale del Cinema di Torino, e il gruppo editoriale Guang Hua Cultures et Media. Il primo, lungi dall’essere un mero spazio espositivo, è sempre uno degli organi in prima fila nella promozione di attività di divulgazione, ricerca e studio inerenti agli ambiti cinematografici e fotografici; il secondo invece rappresenta un riconosciuto ponte fra il mondo occidentale e quello cinese, specializzato nell’editoria tradizionale e nello sviluppo di media innovativi attraverso la sua rete internazionale, associata tra l’altro a più di quaranta tra scuole di lingua mandarina e centri culturali in giro per il mondo.

Da ultimo, ma non per questo meno importante, la direzione del festival ha lanciato una campagna di crowfunding per alzare il livello dell’undicesima edizione della rassegna, chiedendo un piccolo aiuto ad addetti ai lavori, frequentatori abituali del festival, o semplici appassionati che ritengano utile contribuire a alla realizzazione di un progetto unico come è da un decennio il CFSFF. Maggiori dettagli e chiarimenti, per chi vorrà, a questo link.

Dal 7 al 9 ottobre 2021.