sabato, Agosto 15, 2026
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In preparazione dell’anno francescano il Centro Rosetum di Milano porta in tourneé “Cantico” con regia e scene di Marcello Chiarenza

Cantico, il monologo di e con frà Marco Finco, andato in scena in doppia replica venerdì 12 settembre al Teatro Kolbe di Mestre e domenica 14 all’aperto nel Chiostro del Convento posto alle spalle della Basilica del Redentore alla Giudecca, ha segnato il ritorno del teatro e dell’arte di Marcello Chiarenza a Venezia. In realtà dalla città lagunare non se n’è mai andato nonostante le sue tante attività lo portino spesso lontano, perché a Venezia ha scelto di vivere ormai parecchi anni fa. 

Una mostra aperta sino a sabato 4 ottobre, giornata dedicata a Santo d’Assisi, da giovedì a sabato dalle 10 alle 18, in concomitanza con l’apertura dei Giardini, ospita all’ingresso del Convento alla Giudecca una serie di sue Installazioni ispirate da Cantico, che, segnate da un afflato inconfondibilmente francescano, ha raccolte a commento del monologo tratto dal Cantico delle Creature, lo spettacolo di cui ha curato scene e regia.

Un percorso quello in cui frà Marco Finco ha guidato il pubblico, che coniuga l’altezza del messaggio francescano con tutta una serie di riferimenti visivi e musicali allo scorrere delle stagioni e della vita, che sono espressione di un approccio segnato dallo stupore di fronte alla creazione. Gli elementi della natura (Acqua, Terra, Fuoco e Aria) sono un po’ il filo rosso su cui si snoda la drammaturgia e l’interpretazione che ci offre frà Marco Finco, che alterna ai versi del Santo d’Assisi tutta una serie di azioni del vivere quotidiano, che rilette in chiave giullaresca: i cespugli a fior di terra che troviamo in scena all’inizio dello spettacolo si innalzano a mo’ di alberelli a formare la casa, altro simbolo francescano, in cui si consuma la giornata di frà Marco Finco. Un lenzuolo diviene prima tovaglia, poi giaciglio.

Non mancano, seppur in forma contenuta, le “esplosioni” di coriandoli che segnavano i momenti topici anche in altri spettacoli diretti da Chiarenza. Ma è la “poesia”, con vene spesso ironiche, che si respira nell’aria a fare di questo spettacolo una impareggiabile sintesi della grandezza dei versi francescani, affidati alla sobria interpretazione di frà Marco Torchio, e delle “magie”, a volte solo apparentemente irriverenti, di cui li costella Marcello Chiarenza.

Uno spettacolo originale in grado di parlare e commuovere veramente tutti, credenti e non, nel segno di San Francesco.